Il fascino della divisa di Blauer

Veste i poliziotti Usa ma grazie a Enzo Fusco diventa di moda

Serena Coppetti

Mister Blauer si allenta il nodo della cravatta del suo serio abito grigio e si scatena nelle danze. Dietro, in lontananza, ci sono le luci di Venezia. Davanti, la scuola navale Morosini aperta eccezionalmente per festeggiare gli 80 anni del marchio che ha cominciato proprio nel 1936 a vestire i poliziotti americani. Le divise di tutti i Poncharello sono fatte da loro, per intendersi, ma anche quelle di alcuni corpi scelti dell'esercito, di marines, rangers e persino le tute tecniche dei firemen. Roba seria, insomma. Il loro motto è uncompromising performance, ovvero prestazioni senza compromessi. C'è da immaginarsi, dunque, l'espressione di mister Blauer, 15 anni fa, quando a Boston incontrò per la prima volta Enzo Fusco, stilista, presidente del Gruppo FGF Industry, un uomo che della moda ne ha fatto il suo pane quotidiano e con una grande passione fin da bambino per le divise. Passione mai spenta, anzi. Suo padre voleva fargli fare il parrucchiere, lui decise per il commesso. La sua strada comincia da lì. Oggi ha un archivio di abiti (che tengo gelosamente e non venderò mai) di circa 60mila capi scovati in giro per il mondo. Di questi almeno 20mila sono di gusto militare. Un cultore. E anche un visionario: vedere 15 anni fa i giubbotti Blauer e pensare di unire alla tecnologia e ai materiali delle uniformi lo stile e il design made in Italy per lui è un attimo. Vola a Boston. E spiega. Quando dissi che volevo realizzare una linea fashion i due fratelli si guardarono... devono avere pensato che fossi pazzo, racconta Fusco. Però a quanto pare convincente. E a veder ballare oggi mister Blauer alla festa veneziana si può capire che la voglia di osare in lui è tanto forte quanto il rigore del suo abito grigio. Era il 2001. Decisero di fare una prova. Ma non arrivarono neppure alla fine dei tre anni di quella prima licenza per rinnovare il contratto, ancora oggi valido per tutto il mondo fino al 2028. Gli eredi del fondatore del maschio dicono che i Fusco sono la famiglia Blauer italiana. E' qualcosa di più di un sodalizio. E lo si respirava martedì sera nella festa a stelle e strisce. Oltre 300 invitati al compleanno organizzato con Vanity Fair. Tra loro Claudia Gerini, Eva Riccobono, Kim Rossi Stuart, Cristiana Capotondi, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti e molti altri che hanno potuto ammirare in anteprima la Limited edition Blauer Usa 36-16 di capi e accessori realizzati per l'anniversario. Non solo. Era stata allestita anche una mostra per ripercorrere il passato del brand attraverso le foto di attori celebri. Blauer Usa oggi è distribuito in più di 18 paesi. Alla collezione adulto si è affiancata quella per i bambini, una linea tecnica di caschi e abbigliamento da moto ma con incursioni anche in altri settori come quello delle scarpe e degli occhiali che stanno crescendo molto velocemente.