Fassino critica il proporzionale ma lo sfrutta per piazzare i suoi

E in Calabria gli uomini di Loiero si presentano nella lista Codacons

Laura Cesaretti

da Roma

La partita delle candidature per le elezioni del 9 aprile si sta per chiudere e Piero Fassino ammette che non è stata facile: «Questa è una brutta legge elettorale che ha reso difficile la formazione delle liste».
Non dice proprio tutta la verità, il segretario della Quercia: la «brutta legge» neo-proporzionale partorita dal centrodestra, grazie alle liste bloccate, ha infatti consentito alle segreterie romane piazzare i propri fidati uomini (o donne, in alcuni casi direttamente le mogli) nei posti più sicuri. Ne hanno approfittato tutti, ovviamente, a destra e a sinistra, e il leader ds non è stato da meno: nelle teste di lista in tutta Italia figurano i nomi dei suoi fedelissimi, spesso new entry del prossimo Parlamento. Da Marcenaro in Piemonte 1 a Damiano in Piemonte 2; da Migliavacca in Lombardia ed Emilia a De Piccoli in Veneto (dove, com’è noto, per il Senato scende in pista la toscana Anna Serafini in Fassino); da Roberta Pinotti in Liguria a Morri nelle Marche, giù fino a Marilina Intrieri (ex buttiglioniana e amica della Serafini) la cui candidatura in Calabria aveva suscitato una mezza rivolta. Una carica di «fassiniani» che promette di cambiare gli equilibri dei futuri gruppi parlamentari ds e che ha irritato assai D’Alema e Veltroni, che hanno perso posizioni. Tagliata ad esempio la strada al dalemiano Cuperlo, che in Friuli ha dovuto lasciare il passo a un candidato sloveno. Ma il presidente della Quercia si consola con l’elezione sicura dell’ex sindaco di Salerno, l’inquisito De Luca.
La composizione del listone unitario con la Margherita ha causato numerosi problemi: il caso più grave nel Lazio, dove i ds hanno denunciato uno «squilibrio» a vantaggio del partito di Rutelli, che avrà cinque eletti contro i nove della Quercia. I Dl non hanno mollato e i Ds hanno ingoiato «per generosità»: ma a preoccupare veramente è la partita delle Comunali romane, dove la Margherita (che alle scorse Regionali ha dimostrato di essere più forte nel gioco delle preferenze dentro il listone) rischia di togliere fiato ai ds. Per Rutelli resta aperta la grana Calabria, dove il governatore Loiero lo sfida piazzando i suoi accoliti, respinti dal listone, nella lista del Condacons, dove si candida anche la ex sindaca di Cosenza Eva Catizone, che ha rotto coi ds. Quanto a Prodi, il Prof si è dovuto accontentare di piazzare solo un pugno di collaboratori, compresi i portavoce Sircana e Ricky Levi.