Fassino nell’angolo offre una tregua: «Basta con i veleni»

Il segretario dei Ds: «Dobbiamo tutti cambiare per le elezioni». Cicchitto: «È lui ad aver avvelenato i pozzi». Polemica per l’intervista tv da Fazio

Marianna Bartoccelli

da Roma

«Basta con questa campagna di veleni. Occorre che tutti i leader del centrodestra e del centrosinistra si assumano la responsabilità di cambiare registro e passo, per superare una lacerazione che può essere devastante per il Paese». A conclusione della conferenza sulla giustizia dei Ds, il segretario Piero Fassino prova a tendere una mano alla Cdl, si rivolge al presidente Silvio Berlusconi, a Fini, Bossi e Casini, ma anche ai leader della sinistra e lancia un appello affinché si ristabilisca «il clima necessario per uno svolgimento normale e regolare delle prossime elezioni politiche».
I timori del segretario Ds sono gli stessi espressi nei giorni scorsi: «Mi pare che la tensione salga. Molti veleni intossicano». E le indagini? Quelle no. Intervistato in serata Fabio Fazio, alla trasmissione Rai Che tempo che fa, Fassino tenta di nuovo la carta dell’appello bipartisan, ma precisa di non temere «alcuna indagine, nessuna indiscrezione». Anche se - ammette - dopo la pubblicazione delle sue telefonate con l’ex numero uno di Unipol Giovanni Consorte «viene la tentazione di disdire i contratti telefonici».
«Siamo a undici settimane - osserva Fassino - da un passaggio elettorale in cui il Paese è chiamato a votare. Il sistema politico istituzionale tutto, sia chi governa sia chi è all’opposizione, ha il dovere di rispettare gli italiani e di creare le condizioni perché i cittadini possano votare in un clima di serenità e di legalità, consentendo a ciascuno di esprimersi liberamente e serenamente».
Ma l’appello non trova accoglienza nel centrodestra. «Fassino dovrebbe raccontare di cosa ha parlato a Consorte nel corso di ben 17 telefonate», osserva il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi. Drastica Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati azzurri: «Se c’è qualcuno che ha reso il clima incivile questi sono Fassino e la sinistra, per nascondere il bubbone Unipol». «Di incompatibile con le elezioni - sostiene Maurizio Gasparri di An - c’è il loro disagio, fermo restando l’uso di toni più o meno accesi, la verità va portata alla luce. Il clima è incompatibile con le elezioni solo per Fassino, che deve spiegare perché telefonava a Consorte e diceva “abbiamo una banca”».
Non convincono le battute spese dal leader del Botteghino alla trasmissione di Fazio, come quella sulla sua automobile che non è stata assicurata con la Unipol, compagnia delle cooperative rosse. E nemmeno l’ammissione che in questi anni «sono emersi comportamenti, anche da parte di esponenti Unipol, estranei alla nostra storia e ai nostri valori».
«Dopo aver avvelenato i pozzi e aver dato in escandescenze più volte nel corso di questi giorni, ha utilizzato la trasmissione per affermare che ci sono troppi veleni in giro nel nostro Paese e per fare propaganda in televisione senza contraddittorio, visto che Fazio gli ha fatto da spalla quasi fosse il suo addetto stampa», ha protestato il vicecoordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto.
A sinistra tengono banco anche le affermazioni del premier che ieri ha confermato le sue accuse alla sinistra. Parole, secondo il capogruppo al Senato dei Ds, Gavino Angius, «improntate a una totale irresponsabilità istituzionale». Ora il premier deve andare in Senato a rispondere «a due nostre interrogazioni sulle intercettazioni telefoniche e sull’uso improprio di 1.942 registrazioni di telefonate. Lo sfidiamo - rilancia Angius - a venire a palazzo Madama a rispondere e, in particolare, a spiegarci dove attualmente si trovano e se sono state duplicate, visto che il suo giornale di famiglia ne ha ampiamente parlato». La replica ad Angius arriva dal presidente dei senatori di Fi, Renato Schifani: «Nessuno può oggi intimorire i Ds poiché sono già stati messi al tappeto dai fatti e perduto la simulata verginità etica. Angius, invece che tentare di alzare polveroni protettivi chiamando in Senato il premier, dovrebbe spiegare perché Fassino ancora tace sulle verità emerse dalle intercettazioni dei suoi dialoghi con Consorte».