Fassino non riempie la piazza nemmeno a Voltri

Se mai la battaglia per la presidenza della Provincia di Genova dovesse essere decisa in base alle presenze in piazza dei «fedeli» della sinistra, allora il verdetto sarebbe già scontato. Perché a sostenere Alessandro Repetto, ieri in piazza Lerda a Voltri, erano forse in trecento, poco più, poco meno. Nonostante la guest star, l’ospite d’onore, fosse Piero Fassino leader dei Ds, che alle 17.30 è salito sul palco a dare sostegno al candidato di sinistra al ballottaggio per le provinciali genovesi, insieme ad Alfonso Pittaluga e a Francesco Bruzzone. «Siamo consapevoli della scarsa affluenza registrata in questa parte della città, baluardo della sinistra e simbolo di una Genova industriale che nel corso degli anni ha subito forse più di altre zone notevoli trasformazioni. Invito pertanto tutti i residenti a dire ad amici e conoscenti di andare a votare», è così che il segretario ha tuonato davanti ad un pubblico sotto una pioggia insistente.
È forse questa la nuova ricetta di Fassino che tenta attraverso il «passaparola» elettorale di conquistare il ponente genovese, quella parte della città dove è stato messo in bilico il predominio dell'Unione al primo turno delle comunali. Nessuna bandiera verde dell'Ulivo a sventolare, nessun arcobaleno della pace, se non un ombrello subito richiuso ai primi accenni di pioggia. E anche in questa occasione, Piero Fassino che era stato capace di attirare lo scorso 12 maggio una modestissima platea a Largo Pertini, fa il bis con un limitato numero di sostenitori. Il palco d'onore non è stato allestito in piazza Matteotti o a De Ferrari, ossia le piazze delle grandi occasioni e quelle degli storici comizi degli ultimi anni, ma più discretamente montato in piazza Lerda a Voltri. Il segretario dei Ds «scappa» dunque dalla grande piazza e lancia proclami a quanti sono lì ad ascoltarlo sui temi quali la riqualificazione ambientale, rilancio del porto e di un territorio spesso dimenticato. Ma se la conquista degli elettori di ponente - quelli che tra la Polcevera e Cerusa avevano fatto sentire il loro peso in termini di astensionismo -, parte dalla conta dei presenti, in questa parte della città che non è certo una roccaforte della destra, forse la sinistra dovrà interrogarsi vista la esigua presenza in piazza del popolo di ponente, per quest'ultimo scampolo di campagna elettorale.
«Le forze che sostengono il governo hanno colto i segnali di disagio e di scontentezza mandati dall’elettorato e stanno provvedendo - conclude Fassino-. E siccome Berlusconi dà al voto una funzione di una rivincita, noi diciamo: votate anche per sbarrargli la strada».