Fassino riconosciuto e insultato

Torino. È lui o no è lui? Sì, era proprio lui, Piero Fassino. Ai tassisti torinesi, in sciopero da tre giorni contro la riforma annunciata dal governo Prodi, non è parso vero di riconoscere in quel passeggero all’imbarco all’aeroporto torinese di Caselle il segretario dei Ds. L'esponente politico, a Torino per motivi strettamente personali, è giunto nel pomeriggio allo scalo a bordo di una macchina con autista. Forse anche questo fatto ha attirato l’attenzione dei conducenti di auto pubbliche e facilitato il riconoscimento del leader della Quercia. Subito è scattato il passaparola fra i circa 200 dimostranti e, quasi in automatico, è nata spontanea la reazione di rabbia. Fassino ha fatto appena in tempo a percorrere qualche decina di metri e a raggiungere i banchi dei check in che è stato circondato dai tassisti: si sono levate urla di contestazione e cori da stadio. C’è stato qualche attimo di tensione e anche se il segretario ds non ha mai corso altro pericolo che quello di sentirsi apostrofare con espressioni colorite, la polizia in servizio all'aeroporto è accorsa in suo aiuto per proteggerlo e impedire che i manifestanti arrivassero a contatto con lui. Fassino è riuscito quindi a completare le operazioni di imbarco. Imprevista forse come la contestazione, è poi giunta la solidarietà della Margherita che con il parlamentare Giorgio Merlo ha definito l’episodio «inaccettabile».