Fassino santo subito

Esercitazione per l’esame di giornalismo. Il candidato, dalla lettura della Repubblica di oggi, provi a immaginare come possa essersi svolta la riunione di redazione del giorno precedente. Svolgimento: «Allora, grande spazio alla notizia di Fassino. Voglio un editoriale in prima, e a fianco voglio un altro editoriale che esalti il dialogo tra la Chiesa e la sinistra. Trovate qualcosa»; «Ma qual è la notizia di Fassino?». «Ha detto che è credente»; «Ma dove?»; «Alla radio, ieri, dalla Palombelli. Non sapete un tubo»; «Ma sarà la quinta volta che lo dice»; «Eh?»; «Ma sì, l’ha detto da Ferrara nell’aprile scorso: gli studi dai gesuiti, la fede come fatto privato, la solita broda»; «Non ce ne frega niente di Ferrara»; «Ma poi ne hanno parlato tutti»; «Noi no. E noi siamo la coscienza civile della sinistra»; «Ma ne avevamo già parlato anche noi»; «Quando?»; «Il 5 dicembre 2003, intervista di Goffredo De Marchis a Piero Fassino: racconta che è credente, che non è ateo né agnostico, che riconosce la famiglia fondata sul matrimonio eccetera»; «Fa niente. Voglio una paginata di Ceccarelli titolata “Un altro modo di credere a sinistra”, e affianco un’altra paginata sull’incontro del Papa con quel teologo, Bunk, Kung, come si chiama, insomma il titolo dev’essere: “Finalmente la Chiesa torna a discutere”»; «Ma capo»; «Basta. Che altro abbiamo?»; «Bassolino ha baciato le reliquie di San Gennaro».