Fat Boy Slim e la dance «da concerto»

Saranno le sonorità del celebre dj inglese a chiudere la rassegna «Beat Park»

Simone Mercurio

In Fronte del porto Marlon Brando parlava di Palookaville come di una città di scansafatiche e falliti, un concetto poi ripreso da un film Palookaville con Vincent Gallo, e riadattato per la prima volta in chiave freak sulla copertina di un disco Palookaville di tal Greg Burtnik nel 1996.
Ora il titolo topografico Palookaville è passato al nuovo album del superdj e produttore britannico Fat Boy Slim, grande ospite questa sera, ore 22, all’interno della seconda edizione del Beat Park, il festival dedicato alla dance internazionale e alle sonorità elettroniche, ospitato nel Giardino delle Cascate dell’Eur, un parco di oltre 10.000 mq, riaperto lo scorso anno al pubblico e alla musica di qualità.
Sotto la direzione artistica del Goa e di Dissonanze, la kermesse porta dunque a Roma Fat Boy Slim, al secolo Norman Cook, dj e produttore inglese oggi uno degli indiscussi «re» della dance. A quattro anni dal successo planetario di Halfway between the gutter and the stars, con Palookaville uscito nel 2004, il fantastico manipolatore di suoni britannico è riuscito a trasformare questo borgo, reale o fantastico che sia, in una sorta di baricentro sonoro universalmente noto. Una rosa di dodici pezzi riempi-pista ad alto impatto, in Palookaville la musica sa di mare e di spiaggia, di viaggi musicali che coprono le distanze tra i ritmi techno dance di Ibiza e le chitarre della California dei Beach Boys.
Il concerto di Fatboy Slim sarà la degna conclusione di una lunga giornata al parco dell’Eur, che avrà inizio sin dalle sei del pomeriggio con le performance dei più importanti dj italiani. Prima, durante e dopo Fat Boy Slim «suoneranno» Claudio Coccoluto, Luis Radio, Cirillo e Giancarlino.