Fatevi inquadrare, buffoni

Ormai nessuna manifestazione è una vera manifestazione, nessun presidio è un presidio, e nessun convegno, o presentazione di libro, o tavolo di raccolta firme meritano il nome che hanno: sono tutte conferenze stampa, tutti richiami esclusivamente (esclusivamente) votati a ottenere uno spazio mediatico che sia rappresentazione di una realtà che non coincide necessariamente con la realtà, o perlomeno non con una realtà rilevante. Scopro l’acqua calda, lo so, ma vedere come alcuni giornali si sono occupati dei cosiddetti «girotondi» davanti al tribunale di Milano, ieri, faceva sorridere a denti stretti: perché in concreto, di nuovo, di spontaneo, non è accaduto assolutamente nulla. C’è un ricorrente gruppo di persone (sempre quelle da 15 anni più qualche innesto generazionale) le quali ogni tanto si ritrovano a far casino con striscioni, bandiere, nessuna rinnovata significanza e tuttavia un consumato tempismo e senso della notizia. Fanno bene, se si divertono. Sapevano che una maxi-foto di queste «proteste» o un apposito fogliettone di fondo pagina, in giorni come questi, si sposavano magnificamente con gli articoli giocoforza più seriosi che erano dedicati agli scontri tra governo e magistrati: i giornalisti non chiedevano di meglio, i girotondini lo sapevano e tutti sono contenti. Non è successo niente, ma ciascuno ha tirato la giornata.