La fatica nella sclerosi multipla colpisce oltre l’85% dei pazienti

La «fatica» è un sintomo estremamente comune in medicina: viene riferita frequentemente in malattie acute e croniche a genesi infettiva, neoplastica, autoimmune, nella sindrome depressiva ed in molte altre.
In ambito neurologico tale sintomo viene denunciato nel corso di patologie neuromuscolari e del sistema nervoso centrale, come la sclerosi multipla. Il manifestarsi di tale sintomo in così numerose e differenti patologie è in parte dovuto al fatto che il termine fatica viene utilizzato per descrivere svariate condizioni sia fisiche che psicologiche: essendo un sintomo tanto soggettivo ed aspecifico può essere facilmente confuso, da una parte con l'astenia e l'affaticabilità, dall'altra con la depressione.
Per astenia si intende la sensazione di affaticamento a riposo e risulta correlata all'aumento di alcuni parametri di immunoattivazione; l'affaticabilità invece è una sensazione di spossatezza generale, non presente a riposo, che coinvolge il paziente dopo alcuni minuti di attività fisica e regredisce con il riposo. Essa colpisce maggiormente gli arti inferiori. Un numero di paziente affetti da sclerosi multipla, compreso fra il 65 ed il 97%, riferisce fatica significativa; il 15-45% descrive la fatica come il disturbo più invalidante e in 1/3 dei pazienti è il sintomo che compare precocemente, anche settimane o mesi prima del primo attacco. Da numerosi studi non è emersa nessuna chiara correlazione tra disabilità e fatica che . interferisce con la vita lavorativa/familiare e sociale. Per approfondire la problematica del sintomo «fatica» nei confronti della sclerosi multipla, si è svolto a San Donato Milanese, un Corso di aggiornamento per Specialisti in Neurologia e Medicina Fisica e Riabilitativa. Il Convegno è stato organizzato dal professor Giovanni Meola, ordinario di Neurologia dell'Università degli Studi di Milano e direttore del Dipartimento di neurologia e del Centro della Sclerosi Multipla del Policlinico San Donato (uno dei Centri italiani riconosciuti dal ministero della Salute nella dispensazione dell'Interferone e del Glatiramer acetato).