La fatica di scrivere e quella di stare zitti

Oggi, lo conferma anche Susanna Tamaro nell’intervista qui sotto, c’è una gran voglia di silenzio, di «resettare» parole e immagini. È come se il cervello, il nostro incessante frullatore di informazioni, aspirasse a un sano, biologico, intervallo. Una speranza sembra venire dal Sol Levante, dove lo scrittore Haruki Murakami ha confessato che la qualità dei suoi romanzi deve molto alla sua passione di maratoneta, che la fatica fisica bene si coniuga con il valore letterario. Allora perché non costringere tutti i romanzieri, presenti e futuri, ad affrontare, prima di passare dall’editing, un percorso trekking, una corsa campestre, o almeno un giretto attorno al quartiere? Quanto «silenzio» in più si guadagnerebbe...