La fatina tutta forcine e glitter è cresciuta e insegue il suo quarto titolo continentale

Di Sheffield le cronache ricordano uno spassoso film su un gruppo di squattrinati che si improvvisavano spogliarellisti per arrotondare la cassa integrazione e poi gli Europei di pattinaggio in agenda fino a domenica. E lì che Carolina Kostner inseguirà il suo «Full monty»: lei di quella pellicola, ambientata non lontano dall’Ice rink, canticchia soprattutto la colonna sonora, «I believe in miracle» e sorride pensando che stavolta l'impresa è alla portata. Sulla carta certamente: con i suoi tre podi e la vittoria al gran prix Miss Kostner troneggia nel ranking mondiale. Forma e umore sono da full monty, da colpo grosso. E fra i sette colli di Sheffield «Caro» proverà a cogliere il quarto titolo continentale, dopo i tre ori (Varsavia 2007, Zagabria 2008, Tallin 2010), «O il settimo podio», derubrica lei ma non per insicurezza, citando gli argenti di Helsinki 2009, Berna 2011 e il bronzo di Lione 2006.
Carolina è cresciuta e ormai all'alba dei 25 anni i suoi sogni non sono più fatti solo a forma di medaglia: questo è l'anno decisivo. Dopo la svolta del 2011 quando Kostner è ritornata sotto l'ala di Michel Huth ad allenarsi nella sua Oberstdorf, patria di adozione, Carolina ha imparato a gestire le aspettative: «Ora gli Europei, poi a marzo i Mondiali di Nizza: solo dopo farò un bilancio di questi 10 anni di “ghiaccio” e potrei anche valutare il ritiro. Sochi? È lontana, vedremo». Senza rimpianti, parla con la leggerezza delle sue trottole e la grazia dei suoi salti. «So di essere emotiva, inutile negarlo. Ho imparato a patire di meno le giornate no e le cadute, ma non vivo più con l'idea di dover sempre dimostrare qualcosa». Così Carolina piuttosto «s'accorcia» l'orlo del suo esercizio come farebbe con i costumi che tanto bene disegna e realizza: «Niente triplo-triplo nel corto, sciocco rischiare». Uno sconto? Tu chiamala, se vuoi, strategia della maturità: Kostner non si risparmierà sulle trottole dove invece sa di avere più margine. Oggi va in pista con il corto (dalle 13) sulle musiche di Dimitri Shostakovic. Magari offrirà un bis di quanto fece al galà di fine anno a Bolzano, agghindata da Vamp in parrucca mora. Difficile vederla, invece, domani, per il programma lungo (dalle 17.30) sulle note di Mozart con quella tuta intera che fece scalpore in Canada. «Vi farò una sorpresa», sibila Kostner.
Tecnica a parte, forcine, glitter e atout sono da sempre il suo forte: non per altro è stata scelta, già anni fa come fatina Winx ed ora, più donna e più star, come protagonista di «Opera on ice», realizzato con orchestra dal vivo all'Arena di Verona e da fine febbraio al cinema. «Le gare son cose diverse dagli show: nelle prime si deve pattinare in pace con se stessi per non sbagliare, nei secondi ci si può e ci si deve soprattutto divertire», precisa serissima. A darle serenità da sempre la presenza di Alex Schwazer: «Anche se da Milano a Ortisei la strada è lunga». E non le tolgono serenità né lo spettro delle cadute né le avversarie. A proposito, Sarah Meier si è ritirata, vero, ma incombono le altre, dalla russa Alena Leonova, alla finlandese Kiira Korpi.