Fatta la coda, Burlando taglia le liste d’attesa

Lui abbozza, ma pare proprio che quella sosta in coda alla Fiumara gli abbia fatto sciogliere le ultime riserve. Così ieri mattina il presidente della Regione Claudio Burlando, memore dei recenti trascorsi negativi personali oltre che delle esigenze dei pazienti, ha presentato il piano taglia-code della sanità. In sostanza: Tac, risonanza magnetica, ecografia e ecodoppler, visita oculistica, visita cardiologica e ortopedica sono le prime prestazioni per le quali le Aziende sanitarie e ospedaliere dovranno fornire risposte concrete per abbattere le liste di attesa. Mentre infatti resta limitata a 3 giorni la risposta che va data per le richieste urgenti, dal 22 novembre le Asl avranno 120 giorni di tempo per garantire le prestazioni in 30 e 45 giorni in ogni area territoriale. Questo significa che bisognerà dare riscontro in 30 giorni ai cittadini che devono effettuare una risonanza magnetica, una Tac e una prima visita ortopedica, oculistica e cardiologica e in 45 giorni per le ecografie e l'ecocolordoppler. Promessa solenne, questa, da parte di Burlando, con l’auspicio che si realizzi in concreto. Il piano prevede inoltre - come ha spiegato l’assessore Claudio Montaldo - il divieto di chiusura delle «agende» per quanto riguarda la prenotazione delle visite specialistiche e per la diagnostica. In caso contrario ci sarà sanzione per i direttori generali e i direttori sanitari (da mille a 6mila euro). Tutti gli esami individuati dovranno essere prenotati attraverso il Cup, il Centro unico di prenotazioni, per quanto riguarda gli esami diagnostici offerti da strutture pubbliche e convenzionate.
La rivoluzione auspicata ha ovviamente un costo: 1 milione e 700mila euro per i 120 giorni di attività straordinaria prevista.
Nel frattempo, l’attivismo della Regione si manifesta anche per quanto riguarda l’accertamento dell’uso di sostanze stupefacenti da parte di soggetti cui è stata ritirata la patente a seguito di incidente: a loro, dal 1° gennaio 2008, si applica la direttiva regionale che «raccomanda - senza obbligo, però - alle Commissioni medico locali di effettuare l’esame del capello prima di riconsegnare la patente nel caso in cui questa sia stata ritirata a causa di incidente per uso di droghe». Attraverso questo tipo di esame è possibile verificare se c’è stato uso di stupefacenti nei sei mesi precedenti, mentre altri tipi di esame consentono una retroattività limitata a pochi giorni.