FATTI AVANTI TONINO

Chi te l’ha detto Tonino? Chi te l’ha detto? È una domanda semplice, come vedi, la può capire anche un contadino di Montenero, di quelli che potano i congiuntivi come i rami dei pioppi e se sentono parlare di condizionale pensano al carcere, mica alla grammatica. Ma questa volta la consecutio temporum non serve, basta un po’ di sincerità: chi te l’ha detto che c’era quell’indagine in corso? Come facevi a saperlo?
Gli investigatori parlano di particolari «inquietanti». I fatti li abbiamo raccontati sul Giornale: tuo figlio Cristiano Di Pietro, consigliere provinciale dell’Italia dei Valori, chiama il provveditore Mario Mautone, oggi indagato a Napoli, e gli chiede alcuni favori: l’assunzione di un amico, il contratto per un architetto, interventi «ambigui» su appalti e fornitori. «Comportamento senza rilevanza penale», t’affretti oggi a dire tu. Del resto, si sa, ogni scarrafone è bello a papà suo. Bello e innocente.
Per carità: essendo noi garantisti fino in fondo, ci auguriamo che Cristiano (un altro delfino che fa la figura della trota) chiarisca presto tutto quello che c’è da chiarire. Siccome è Natale e siamo buoni non vogliamo nemmeno ricordargli che suo padre, ai tempi d’oro, sbatteva la gente in galera per molto meno. Così come non vogliamo infierire più di tanto sull’Italia dei Valori, un partito ossimoro, che nasce con una ragione sociale smentita dai fatti, come dimostrano le nostre pagine di oggi e i nuovi documenti dell’inchiesta che pubblichiamo. Dall’Italia dei Valori all'Italia dei Rossori. Di vergogna.
Ed è davvero una bizzarra nemesi, una vendetta della cronaca, il fatto che chi è stato assunto in politica sull’onda del moralismo sia oggi circondato da tanta immoralità. Proprio tu, Tonino, simbolo delle mani pulite, finisci in mezzo a quelli con le mani in pasta. Ci si potrebbe persino divertire, ci si potrebbe ridere su: chi è senza peccato scagli il primo (Di) Pietro. Ma siamo garantisti. E poi è Natale. Auguriamo alle persone dell’Idv coinvolte nello scandalo di non trovare sulla loro strada nemmeno un po’ dell’odio che tu, con loro, hai contribuito a seminare.
A questa domanda, però, devi rispondere: come facevi a sapere dell’inchiesta? Il Giornale fu il primo a parlare del coinvolgimento di Mautone. Lo definimmo tuo «uomo di fiducia», raccontando che lo avevi portato da Napoli a Roma e che gli avevi assegnato un’importante commissione sugli appalti. Tu ci hai risposto minacciando querele. E poi hai detto che Mautone l’avevi trasferito a Roma proprio perché sapevi dell’indagine. «Sapevi dell’indagine?», abbiamo chiesto noi. «Ne parlavano le agenzie di stampa», hai risposto tu. Ma si dà il caso che a metà 2007, quando Mautone venne trasferito, nessuno sapeva dell’inchiesta. Nessuna agenzia ne aveva parlato. E allora: tu come facevi a sapere? Chi t’ha informato? Hai una talpa in Procura? Solo lì o anche in altre? E di quante inchieste, che non dovresti conoscere, sei a conoscenza? Quante altre fughe di notizie «inquietanti» ci sono state negli ultimi mesi? Come vedi, Tonino, sono domande semplici. Puoi farcela anche tu: scendi dal trattore e rispondi. Altrimenti sarà evidente a tutti che l’unica vera trasparenza che hai è quella del tuo diploma di laurea.