«Fatti orrendi, ma la città è più sicura di due anni fa»

RomaTre stupri in poco più di tre settimane. Tre feroci aggressioni che fanno perdere la percezione di quel clima di sicurezza che Roma si era guadagnata faticosamente in questi mesi, sotto la guida della giunta Alemanno. Un filo d’orrore lega lo stupro di Capodanno, quello di mercoledì sulla quarantunenne seguita da due balordi a Primavalle e la violenza disumana subita l’altra sera a Guidonia da una ragazza, braccata da cinque individui, che hanno rinchiuso il fidanzato nel bagagliaio dell’auto. Ieri l’assessore capitolino alle Politiche Sociali, Sveva Belviso, ha espresso solidarietà alla coppia e ha ribadito l’impegno del Campidoglio per arginare un fenomeno che nella capitale coinvolge tutte le donne, senza limiti d’età.
Assessore Belviso, cosa si può fare per prevenire gli stupri?
«Innanzi tutto vorrei evidenziare che questi tre episodi ravvicinati sono solamente una drammatica fatalità. La nostra città è certamente più sicura di prima e lo dimostrano i dati rivelati dalla Questura: le violenze sessuali sono diminuite del 10.74 per cento nel 2008 rispetto al 2007».
Ma in città c’è paura. Quali strumenti intendete usare per aumentare il livello di attenzione?
«Consideri che la prevenzione spetta alla Prefettura e alla Questura e l’amministrazione comunale non può sostituirsi ai compiti delle forze dell’ordine. Noi dobbiamo concentraci sul territorio e lo stiamo facendo, con il controllo dei quartieri e dei campi nomadi. Inoltre chiederemo ai vigili urbani, che dipendono direttamente da noi, un maggiore impegno sul campo».
L’armamento del Corpo potrà essere un deterrente contro i reati?
«Credo di sì. Naturalmente avranno la pistola solamente gli agenti della Municipale pronti a prendersi la responsabilità di portarla. Ma penso che questo possa servire a prevenire molti episodi di violenza e soprattutto di microcriminalità».
Avete considerato il fatto che gli stupri avvengono sempre di notte e spesso le vittime vengono seguite alla fermata dell’autobus?
«Sì, a volte presentano modalità simili. Proprio per questo vogliamo fare una mappatura per vedere dove avvengono i crimini più efferati, in quali strade e se ci sono caratteristiche comuni che legano i posti dove accadono. Così, sarà più semplice capire come possiamo intervenire. Un primo passo, poi, potrebbe essere una maggiore illuminazione delle aree a rischio e una strategia mirata per zone. Purtroppo sul versante sicurezza abbiamo ereditato una situazione drammatica dalla passata amministrazione. Non esisteva né pianificazione, né programmazione. Regnava solamente il caos».
Quali sono i prossimi passi del Campidoglio?
«Il 29 gennaio, in occasione del consiglio comunale straordinario, presenteremo un nuovo pacchetto di misure per lanciare una campagna contro la violenza sulle donne. Poi continueremo a lavorare sui campi nomadi dove in passato non è stato mai effettuato un vero censimento. Vogliamo chiudere gli accampamenti abusivi che ancora esistono, regolamentare la permanenza, quella temporanea e far rispettare le regole, allontanando chi ha sospesi con la giustizia o chi non ha diritto di restare. Abbiamo presentato un piano dettagliato in prefettura e sono già disponibili i finanziamenti. Stiamo solo aspettando il “la” dal prefetto per agire».