Fatti

Che cosa c’è dietro al muro lì di fuori?
Pianure, fiumi, cavalli?
Che cosa c’è dentro di me dietro il mio muro?
Quello che so e che non voglio conoscere?
Tante morti che persero
il corpo della morte? L’odio
che marcisce, notti
come buchi con le labbra sigillate?
Voglio parlare del ciliegio sul quale la luce
si posa e canta un uccello ritardatario.
Ma iniziano altre situazioni.
La coerenza dell’io è nell’aria
e non gode nella sua contiguità.
In questo mi assomiglia.
Si disseta di vite incompiute.