Fattoria dei Barbi, bevendo la storia

Cantina molto amata dagli enoturisti (tre milioni di visite da quando ha aperto al pubblico), la Fattoria dei Barbi è di proprietà della famiglia Cinelli Colombini dal 1790, che possiede terreni a Montalcino sin dal XIV secolo. La Fattoria dei Barbi è stata tra le aziende che hanno scritto la storia del grande vino da uve Sangiovese Grosso: la prima bottiglia risale al 1892, e l’azienda è stata la prima a esportarlo in Europa, Asia e America. Un centinaio in totale gli ettari vitati sparsi tra Montalcino, il Chianti e Scansano, tutti con esposizione a Sud e Sud-Est e terreno per lo più galestroso con una piccola componente di limo e argilla.
Il segreto del successo dei vini Fattoria dei Barbi, oltreché nei vini stessi, di cui parleremo tra poco, è racchiuso nell’ampia diffusione e nell’attenzione a coniugare qualità e prezzo. Il Brunello di Montalcino FdB, con l’ormai celebre etichetta old-fashioned blu, è tuttora uno dei più convenienti: 25 euro il prezzo della versione base nell’annata 2001, peraltro prodotto in ben 200mila esemplari, che rispettano le caratteristiche salienti del vino: consistenza, sapidità, tannicità, persistenza. Il vero fuoriclasse è però il Brunello di Montalcino Riserva, che matura un anno in più. Ottimo anche il «cru» Vigna del Sole. L’azienda produce anche un Rosso di Montalcino doc, un Morellino di Scansano doc, tre igt (il Brusco dei Barbi, il Rosso dei Barbi e il Birbone Toscano), un Chianti doc e il Vin Santo dei Barbi. Vale una visita anche il Museo della comunità di Montalcino e del Brunello.