Fatuzzo, il capo ultrà dei Pensionati

L’uomo carismatico è diverso. Eppure lui riesce a far intonare cori da stadio ad attempati signori e bianche signore. Nemmeno urla, si limita pacatamente a dire: «Prodi», e quelli subito: «Pi-noc-chio». E poi: «Pensionati», e loro pronti: «All’attacco!». Potenza della rabbia, anzi «delle promesse non mantenute», meglio delle «parole senza fatti», peggio «della rapina ai danni dei pensionati: il governo gli sta rubando i soldi e la salute». Carlo Fatuzzo, europarlamentare ma soprattutto anima e volto del partito dei pensionati, è un instancabile. Una settimana fa era a Napoli, ieri a Genova, nei prossimi giorni chissà. Si incatena davanti alle prefetture, «perché io non ho eletti e non ho il potere di far cadere il governo, ma posso urlarlo nelle piazze che sta facendo il male del Paese». Lo seguono in tanti, la figlia Elisabetta consigliere regionale in Lombardia, la vedova che a 50 anni è troppo vecchia per lavorare-troppo giovane per la pensione e così «vive» con 436 euro al mese, il pensionato che «mi hanno scippato 38 anni di contributi», la giovane con la «carriera discontinua» da dipendente a cococo a libera professionista che «la pensione privata non me la posso pagare ma quella dallo Stato non la vedrò» e via così in un variegato popolo di preoccupati. Per i pensionati (...)