Faustina Kowalska

Si chiamava Helena e, a giudicare dalle foto, meritava davvero il nome. Nata a Glogowiec nel 1905, terza dei dieci figli di due umili contadini in una Polonia divisa tra gli imperi russo, prussiano e austriaco, poté studiare per soli tre anni e poi la necessità la costrinse a mettersi a servizio. Aveva già pensiero di farsi suora ma poté realizzare il suo progetto solo nel 1925. A Varsavia, capitale di una Polonia adesso indipendente, entrò nelle suore della Vergine della Misericordia col nome religioso di Maria Faustina, forse senza sapere che della Misericordia sarebbe diventata l’apostola principale. Con la sua istruzione praticamente inesistente poté fare solo la cuoca, la giardiniera, la portinaia in varie case, comprese quelle di Vilnius (allora polacca) e Cracovia. Intanto, però, era destinataria di apparizioni, visioni e rivelazioni soprannaturali, che il suo confessore le suggerì di annotare in un diario. Oggi quel diario è pubblicato in numerose lingue e il suo devotissimo Karol Wojtyla ha istituito la festa della Divina Misericordia, così come le era stato comandato da Cristo in persona. In moltissime case è presente quella struggente immagine di Cristo che ha fatto sorgere un enorme movimento mondiale, e proprio nel momento meno «misericordioso» dell’intera storia umana: quello tra le due guerre mondiali. La Kowalska morì a Cracovia nel 1938, a trentatré anni (chi ama le coincidenze numeriche faccia attenzione). Il suo conterraneo Giovanni Paolo II l’ha beatificata nel 1993 e canonizzata nel 2000. Aprendo il Terzo Millennio all’insegna della Misericordia. www.rinocammilleri.it