Favaro alla Procura: "Mi accorsi che questo caso aveva anomalie"

- Pubblichiamo stralci del verbale di deposizione del generale delle Fiamme gialle Sergio Favaro all'Avvocato generale Manuela Romei Pasetti. Favaro ripercorre le vicende delle presunte pressioni di Visco per il trasferimento di quattro ufficiali della Finanza -

L’anno 2006, addì 06 dicembre, alle ore 10.30, presso gli uffici in intestazione, viene redatto il presente verbale.
Avanti all’Avvocato generale - dott.ssa Manuela Romei Pasetti -, è presente il Gen. C. A. Sergio Favaro - Comando Generale Guardia di Finanza.
Richiesto di chiarimenti in relazione alle note del Procuratore delle Repubblica di Milano, datate, rispettivamente, 01.06.2006 e 14.07.2006, il predetto dichiara:

* «(...) Della situazione milanese del mese di luglio 2006 non ero a conoscenza anche perché, essendo Ispettore di Istruzione, non faccio parte del Comando Generale».

* «Le prassi della procedura amministrativa che concerne i trasferimenti degli ufficiali sono state mutevoli nel tempo; i due Comandanti precedenti all’attuale, dopo avere redatto il piano dei trasferimenti predisposto con l’intervento del capo di Stato Maggiore e degli uffici competenti, lo sottoponevano al Consiglio superiore del Corpo per chiedere il parere sui singoli movimenti. L’attuale Comandante non ha seguito questa prassi di chiedere il parere del predetto Consiglio Superiore. Nel caso dei trasferimenti di luglio 2006, il Comandante Speciale ha convocato per il parere il Consiglio Superiore del Corpo solo in data 29 luglio 2006. Preciso comunque che in tale circostanza l’oggetto dell’incontro non era il piano ordinario ma il piano di assestamento di quello già disposto in precedenza».

* «Non ci sono disposizioni che impongano il parer consultivo del Consiglio Superiore ovviamente sui trasferimenti degli ufficiali del Corpo».

* «Il 26 giugno 2006 il Comandante Generale, nell’incontro con il vice ministro Visco, prospettò un’ipotesi di impiego dei dirigenti sempre quale piano di impiego dei trasferimenti. Io ne ebbi notizia, ma non essendo nella linea gerarchica, non la conobbi direttamente. In base agli elementi a mia conoscenza sapevo che questa ipotesi del 26 giugno non riguardava gli ufficiali di Milano».

* «Il 13 luglio 2006 sono stato convocato telefonicamente per un incontro alle 15.30 con l’on. Visco. Quando mi recai nella sede di piazza Mastai incontrai il gen. Pappa che usciva dall’incontro. Non ricordo chi mi avesse detto che anche Speciale sarebbe stato successivamente convocato. Subito dopo la telefonata io avvertii della convocazione il capo della segreteria generale di Speciale in sua assenza».

* «L’oggetto dell’incontro con Visco fu la richiesta di delucidazione sui criteri che governavano gli avvicendamenti dei dirigenti della GdF. Feci presente di non condividere alcune delle linee ultimamente adottate e particolarmente quelle in materia di concessione di ricompense per lodevole comportamento e quelle di attribuzione di alcuni incarichi. (...) Avevo già fatto presente il problema delle ricompense in sede di Consiglio, avendone parere unanime conforme ai miei rilievi».

* «Dal ministro Visco: A) non mi fu fatto riferimento ad alcuna attività che avessero posto in essere in sede di Polizia giudiziaria gli ufficiali di Milano, ma mi fu segnalata l’opportunità di valutare che, nel piano di assestamento, fossero ricompresi gli ufficiali dirigenti di Milano ad esclusione del Comandante Interregionale. B) Fu rimesso al Comandante Generale, al Comandante in Seconda e a me, di individuare concordemente i sostituti. C) Gli ufficiali di Milano trasferiti non avrebbero dovuto, nelle nuove destinazioni, essere in alcun modo danneggiati e si sarebbe dovuto tener conto delle loro situazioni personali. Comunque, il contenuto dell’incontro con l’on. Visco è riportato nella lettera del 26 luglio 2006 diretta al Comandante Generale della G. di F. cui ho già fatto riferimento sopra».

* «Il discorso della sostituzione degli ufficiali dirigenti di Milano fu una proposizione del Ministro mentre si discuteva di criteri seguiti nei trasferimenti del quadro dirigente. Non fu fatto riferimento di alcun genere a comportamenti tenuti dagli Ufficiali a Milano».

* «Al ritorno al Comando sono andato nell’ufficio di Pappa dove ci raggiunse il Spaziante, probabilmente chiamato da Pappa. Per poco tempo fu presente anche il col. Rapanotti. In tale frangente il gen. Spaziante fu informato dell’incontro con il ministro Visco e in particolare sul fatto che le ipotesi di trasferimento riguardanti anche Milano, avrebbero dovuto essere concordate tra il gen. Pappa, il gen. Speciale e me».

* «Non ricordo se in questa circostanza il gen. Spaziante abbia chiesto le ragioni dei trasferimenti dei dirigenti di Milano e non ricordo neppure se fu fatto allontanare affinché io parlassi da solo con il gen. Pappa; lo escluderei».

* «Durante tali colloqui il gen. Pappa e io rappresentammo un’ipotesi di trasferimenti cui il gen. Speciale apportò modifiche riguardanti, tra l’altro, il gen. Forchetti. Neppure in tale circostanza fu fatto riferimento a eventuali comportamenti non in linea degli ufficiali di Milano. Nessuno di noi, compreso il gen. Speciale si interrogò sulle ragioni di questo massiccio intervento di trasferimento degli Ufficiali della Guardia di Finanza di Milano».

* «Dopo il colloquio delle ore 18.00 del giorno 13 luglio non ho avuto alcun elemento di conoscenza sull’ulteriore sviluppo della procedura. Tale fatto è normale e va correlato all’incarico che assolvevo all’epoca al di fuori della struttura del Comando Generale».

* «Non mi è stata mostrata né comunicata in alcun modo conoscevo la missiva del Procuratore della Repubblica di Milano 14 luglio 2006 con la quale si chiedevano delucidazioni in merito ai trasferimenti in questione».

* «Escludo, non avendo visto la lettera 14 luglio 2006 del Procuratore della Repubblica di Milano che io abbia potuto il 17 luglio 2006 comunicare telefonicamente al gen. Spaziante di avere avuto disposizioni dall’on. Visco di concordare la risposta al Procuratore Minale, unitamente al gen. Pappa e al gen. Speciale che, quale destinatario della lettera, avrebbe dovuto rispondere. Non è possibile, perché non ho visto la lettera».

* «Può essere che il 29 luglio 2006, ma sarei portato a escluderlo, in sede di Consiglio Superiore quando il Comandante Generale riassunse l’evoluzione del problema collegato a questi trasferimenti possa essere stato riferito il contenuto della lettera del Procuratore della Repubblica di Milano».

* «Con l’on. Visco mi incontrai occasionalmente a un concerto di beneficenza, organizzato dalla Guardia di Finanza, che si è svolto la settimana scorsa a Roma e successivamente non trattai in nessuna circostanza della problematica dei trasferimenti degli ufficiali dirigenti di Milano».

* «Non conosco né mi sono mai posto di conoscere le ragioni che dopo la pianificazione dei trasferimenti di marzo 2006 e l’assestamento del 26 giugno 2006, possano avere indotto il viceministro a chiedere di disporre ulteriori trasferimenti concernenti i dirigenti di Milano. Non essendo del Comando Generale non ho avuto neanche il tempo di documentarmi circa le date di assegnazione degli incarichi in atto ai trasferendi ufficiali dirigenti. Mi sono occupato solo della problematica personale di Lorusso perché nota».

* «Mi sono reso conto che in tutta la vicenda vi erano anomalie a partire dalla presentazione del piano di assestamento del 26 giugno 2006 direttamente dal gen. Speciale all’on. Visco senza preventive consultazioni. Certamente io non dovevo essere consultato se non eventualmente come membro del Consiglio Superiore. Ma non so neppure se furono consultati il Comandante in Seconda e il capo di Stato Maggiore».

* «Indubbiamente il fatto dell’intervento del Ministro che mi convocò per i trasferimenti mi colse di sorpresa non essendovi precedenti di cui io sia a conoscenza».

* «Il Ministro non fece alcuna segnalazione circa i nominativi degli ufficiali che avrebbero dovuto sostituire gli ufficiali di Milano interessati al trasferimento. La scelta era rimessa alle indicazioni concordi del gen. Speciale, Pappa e mio. Ebbi la sensazione che non volesse proprio conoscere i nominativi degli ufficiali che avremmo individuato in sostituzione. Posso escludere nella maniera più assoluta che sia stato fatto dal Ministro o dal gen. Pappa riferimento a comportamenti non consoni o attività svolte dalla Guardia di Finanza di Milano».