Una «favela» tra i resti archeologici

Vivevano all’interno di un’antica cisterna romana. Il parco della Caffarella era diventato la loro casa. Per questo quindici romeni sono stati denunciati a piede libero con l’accusa di invasione di terreni o edifici. L’operazione si inquadra in una serie di controlli fatti ieri dagli agenti del commissariato San Giovanni, in collaborazione con il IX gruppo della polizia municipale, all’interno del parco della Caffarella per contrastare il fenomeno degli insediamenti abusivi nell’area verde romana. Il bilancio è stato di 34 cittadini stranieri, 32 romeni e due bulgari identificati, tutti in possesso di documenti. Tra loro c’erano anche quattro romeni minori, di età compresa fra i sette e gli undici anni, per i quali è stato richiesto l’intervento della sala operativa sociale del Comune. I bambini sono stati rintracciati insieme con alcuni connazionali all’interno di una antica cisterna romana recintata, dove erano entrati dopo aver forzato catene e lucchetti. In un locale della stessa, in precarie condizioni igieniche, era stata allestita una cucina con quattro bombole del gas. Agli agenti hanno detto di lavorare come lavavetri ai semafori o di vivere chiedendo l’elemosina nel quartiere. «Lo sgombero dei trentaquattro romeni - ha dichiarato Laura Lunari, consigliere di Forza Italia in XI Municipio - è un primo risultato della maggiore attenzione chiesta da Forza Italia ed dal centrodestra in IX Municipio con un consiglio straordinario dedicato al parco. Un’iniziativa da noi assunta dopo che per ben due volte, lo scorso ottobre, le forze dell’ordine avevano dovuto sgomberare diverse baraccopoli all’interno dell’area verde frequentata da famiglie, anziani e bambini. Diciannove dei nomadi allontanati ieri mattina sono stati rinvenuti all’interno di una antica cisterna romana». «Bene dunque gli sgomberi, ma ora è necessario intervenire con una regolare attività di vigilanza e controllo - ha proseguito - perché come esperienza insegna gli insediamenti abusivi si formano in tempi rapidissimi e quindi è necessario agire subito per prevenire altri abusi nel parco della Caffarella». Il caso è intervenuto anche il consigliere comunale di Forza Italia Fabio De Lillo: «È ormai evidente che i parchi di Roma stanno diventando il terreno di coltura ottimale del degrado e della clandestinità che sottrae spazi vitali alle famiglie romane e approfitta dell’incuria della vegetazione per nascondersi». «Sono molti i parchi, le aree verdi, a volte semplici fazzoletti di terra sfuggiti all’edificazione, che fino a poco tempo fa erano sfogo per i romani e ora sono diventati impraticabili - prosegue De Lillo - basti pensare al parco del Pineto, a valle Aurelia, a Monte Mario, dove si concentrano altre favelas, per non parlare di Villa Carpegna, dove poco tempo fa è stato anche rinvenuto il cadavere di una persona senza fissa dimora». La manutenzione dei parchi secondo il consigliere di Fi è la prima forma di prevenzione del loro abuso. «E non si capisce perché per effettuarla come si è sempre fatto servirebbero oggi idee innovative e sforzi straordinari - ha concluso -. Manutenzione delle aree verdi e controlli da parte della forze dell’ordine sono l’unica forma di tutela di questa indispensabile risorsa e di repressione di illegalità e abusi sul territorio urbano che proprio in aree come queste possono trovare alcune delle loro basi logistiche».