La favola del Veroli alla pagina decisiva

Chi l’avrebbe mai detto? Il Varese, gigante del basket che ha fatto tremare mezza Europa e in Italia è sempre stata protagoniste di epiche sfide con le vicine Cantù e Milano, questa sera si contenderà il ritorno in A1 con il «piccolo» Veroli, espressione di una cittadina ciociara di 20mila abitanti che non ha neanche un parquet per disputare le partite casalinghe (e infatti emigra nella vicina Frosinone dove trova comunque grande affetto).
Il miracolo del Veroli è quello di una squadra al suo secondo anno consecutivo in A2 e che quest’anno ha addirittura già vinto la Coppa Italia, conquistata un mese fa nella finalissima di Cremona. Oggi l’ultima partita della stagione regolare vede di fronte prorio Cimberio Varese e Prima Veroli: il Veroli è due punti dietro i lombardi, ma se dovesse vincere sarebbe subito promosso nell’olimpo del basket per i confronti diretti. Se sconfitto, resta comunque aperta la chance dei play-off.
A Veroli e a Frosinone l’attesa per questa sfida, che verrà trasmessa in diretta da Rai Sport, è altissima: lunedì scorso, quando da Varese sono arrivati i soli 250 biglietti resi disponibili dalla società lombarda, i tagliandi sono andati via in un attimo. «Saremmo andati anche in 5mila - dicono i capi del tifo organizzato verolano, ad iniziare dalla storica Brigata Ciociara – se solo avessimo avuto i biglietti». A Veroli il basket ha una lunga tradizione: la prima squadra venne fondata già nel dopoguerra e non c’è neanche un verolano che non abbia mai giocato a pallacanestro. Un po’ alla volta, dai primi campionati regionali, la squadra è salita fino in serie B, prima del grande salto in A2 di due anni fa e del trasloco a Frosinone, perché il piccolo palasport della cittadina non è omologato. Ma anche a Frosinone ogni domenica è un pienone, merito anche di una felice partnership con le fortune del Frosinone calcio: Arnaldo Zeppieri, fratello del patròn Leonardo, è infatti vicepresidente del Frosinone, mentre Maurizio Stirpe, presidente del Frosinone e a capo di Confindustria Lazio, con la sua azienda è lo sponsor del Veroli basket. Quest’anno, poi, sono state fatte le cose davvero in grande, pur tenendo un occhio attento ai bilanci: il general manager della squadra ciociara, infatti, è il mitico Antonello Riva, uno dei più grandi giocatori italiani di tutti i tempi, che ha saputo perfettamente calarsi in una realtà «provinciale» ma con tanto entusiasmo e voglia di continuare a crescere. A lui e al coach Trinchieri è stata affidata la costruzione di una squadra che ora sogna il grande salto, a iniziare dalla scelta azzeccatissima degli stranieri, dagli americani Robinson e Hines al franco-israeliano Nissin (miglior realizzatore) fino all’ultimo arrivato, il lituano Stelmahers. Per tre mesi in Ciociaria è approdato perfino il grande Allen, stella del campionato Usa, chiamato a sostituire l’infortunato Robinson. Al rientro di quest’ultimo, scena da libro Cuore: Allen va via per tener fede alla parola data all’amico Robinson, ma il giorno della partenza lascia in lacrime centinaia di ragazzini del minibasket che in lui vedevano il campione e l’esempio da seguire.EnRi