Le favole di un italiano hanno stregato casa Pixar

Arrivato negli Usa senza diploma, ha conquistato il mitico Lasseter. E dopo una lunga gavetta è pronto all’esordio come regista

Sono «solo» sette minuti. Ma la prossima estate sarà il cortometraggio diretto da un italiano più visto al mondo. No, non è una profezia. È una certezza. Sì, perché La luna di Enrico Casarosa è il corto di animazione scelto per accompagnare - come vuole la tradizione - il nuovo lungometraggio della Pixar, Brave - Coraggiosa e ribelle basato su una leggenda nordica con protagonista una giovane eroina, diretto da Mark Andrews e Brenda Chapman e in uscita in tutto il mondo a fine giugno 2012. Anche se tra poco a Milano, dal 23 novembre al 14 febbraio, sarà possibile vederne alcune immagini in anteprima alla mostra del Padiglione d’Arte Contemporanea Pixar - 25 anni di animazione.
A scegliere il lavoro del regista genovese è stato John Lasseter in persona (ospite per un incontro il 21 novembre al milanese Teatro Dal Verme), in Pixar fin dai tempi in cui era una divisione della Lucasfilm poi acquistata da Steve Jobs e ora di proprietà della The Walt Disney Company, che è stato letteralmente fulminato dal corto: «Nel 2009 ci avevo lavorato per tre mesi prima di parlarne con lui. Di solito quando si va dal boss si devono avere tre idee pronte da sottoporgli. Lui ha scelto immediatamente La luna, amandone il sapore mediterraneo, i rimandi alla cultura e al cinema italiano», spiega Enrico Casarosa che recentemente ha presentato il suo cortometraggio al View Fest 2011 di Torino, dopo una lunga gavetta iniziata vent’anni fa con il trasferimento, appena dopo il militare e senza alcun diploma in tasca («Ma negli States il diploma lo conquisti sul campo, qui contano i risultati sul lavoro») da Genova a New York per studiare animazione. Passione, talento, tanti piccoli passi - tra cui la collaborazione ai Blue Sky Studios (L’era glaciale e Robots) - e si aprono le porte della prestigiosa Pixar (in cui ci sono anche altri italiani come Guido Quaroni, responsabile del dipartimento artistico, e Davide Pesare, direttore tecnico del reparto «ombreggiature»), dove lavora come Story Artist. Ovverosia: «Colui che visualizza la sceneggiatura, cioè, sulla base del copione, disegna inquadratura per inquadratura, personaggio per personaggio, espressione dopo espressione, tutto quello che è contenuto nello script», spiega il regista che in passato ha collaborato a titoli come Cars, Ratatouille e Up e ora è già al lavoro sul film Pixar del 2013, Dinosaurs di Peter Sohn. Certo la regia è tutta un’altra cosa e il sogno di Casarosa è un lungometraggio di animazione. Ma intanto questi sette minuti sono puro cinema: «È la storia - spiega il regista amante di Fellini (su Twitter racconta di aver chiamato la figlia Giulietta in onore della Masina) e del maestro dell’animazione nipponica Miyazaki - di un bambino in una barca chiamata La luna, la sera in cui il padre e il nonno lo portano per la prima volta al lavoro con loro. Quando arrivano al largo e si fermano, una bellissima luna viene fuori dal mare e noi come pubblico siamo un po’ come il bambino, cerchiamo di scoprire cosa fanno i due uomini che hanno continui battibecchi e in cosa consista questo lavoro connesso alla luna: un mestiere fantastico e strano». Tre generazioni a confronto - il padre omone con i baffi, il nonno lunga barba bianca, il bambino occhietti vispi - in cui non mancano gli accenni autobiografici: «Per dare un cuore alla storia mi sono ispirato al mare di Genova e alla mia infanzia con mio nonno in casa che non andava d’accordo con mio padre», dice Casarosa che per la parte del racconto più fantastica rievoca le atmosfere de Il piccolo principe e dei racconti di Calvino dedicati alla luna.