Per favore: ora non fateli riposare

Ieri il Milan ha fatto un’azione (dicesi una) da squadra «normale»: cross lungo per chi salta in area. Guardacaso, ne è uscito il gol di Ambrosini. Per il resto, la squadra ha giocato a calcetto, dimenticando (per la felicità del Bologna) di essere in un campo da 11, con relativa porta grande (vero Pippo e Sheva?). Dinho, la Lepre, che nel primo tempo ha corso da fermo come soltanto certi brasiliani di talento sanno fare, nel secondo è stato il più rapido e veloce. Considerando che veniva da circa un anno sabbatico, Olimpiadi incluse, la cosa non depone a favore degli altri, peraltro in una partita con ritmo da Scapoli-Ammogliati. Il Figliol Prodigo fa tenerezza con quel «76» sulle spalle e le gambe che non vanno, mentre lo Sbarbato ha fatto atto di... assenza in una manciata di minuti. Altre impressioni assortite: Flamini è un terzino come Kaladze è un’ala destra, Seedorf aveva la sua personalissima luna storta, Jankulovski sembrava legato a un invisibile guinzaglio. All’88’, Carlo il Buono si accende una sigaretta vietatissima: brutto segno. Adesso c’è la pausa per la Nazionale. Per l’amor del cielo, non fateli riposare (e Borriello acceleri: muscoli e centimetri servono come il pane).