Per favore, qualcuno fermi Corona

Poi stiamo a parlare delle cassanate. Grande fantasista in campo, il simpatico coatto della Bari vecchia non ha la più pallida idea di come davvero si muova un vero fuoriclasse dell’Italia vippona, l’Italia vipposa e cafona. Tutti in piedi, c’è il maestro in azione: sempre lui, Fabrizio Corona, «Maradona» degli impuniti.
Piazza della Repubblica, centro di Milano, l’altra sera, ore venti: alla capopattuglia di una Volante, una poliziotta che evidentemente sa di gossip, sembra di riconoscere nel conducente di una Harley Davidson il popolare paparazzo. La pattuglia decide di verificare: la poliziotta sa che Corona non può più guidare nemmeno un passeggino, avendo la patente ritirata da epoche immemorabili, forse ancora prima di prenderla.
Mai dubitare dell’occhio di una donna, peggio ancora di una donna poliziotto: il pilota è proprio lui, il funambolico titolare di mille imprese e di qualche processo. Ad agosto si pensava di ritrovarlo inguaiato sul lungomare di Formentera o in zona Billionaire, invece Fabrizio è qui, è vivo e lotta in mezzo a noi. Di fronte agli agenti denota subito il solito fastidio. Spiega che guida perchè ormai è prossimo ad avere il foglio rosa. Fa pure del sarcasmo, dice che la moto è rubata e li invita a denunciarlo per ricettazione. In realtà, il mezzo è di un amico ecuadoregno, che dopo un po’ arriva sul posto a fornire qualche spiegazione. Con lui, anche il titolare di una scuola guida, pronto ad esibire le pratiche del foglio rosa.
Ovviamente, non siamo a Quarto Oggiaro e il fermato non è un pizzaiolo qualunque. Attirati come mosche, si fermano molti passanti ed arrivano inevitabilmente anche alcuni Corona, cioè i suoi colleghi, eredi, replicanti, eccitatissimi come cani da tartufo per la nuova storia da piazzare. Seccatissimo, nemmeno avesse sempre fatto il carrozziere o la nobildonna, Corona li tratta a maleparole, fino all’elegantissimo «non vi faccio più lavorare!». È grande: nel terzo millennio, ancora ripropone imperterrito la minaccia da boom economico, il mitologico «ti stronco la carriera» che ha attraversato poi tutti i classici della commedia all’italiana. Non può sparare «lei non sa chi sono io» per il semplice motivo che lì sanno tutti benissimo chi è. Pure troppo.
C’è giustamente da chiedersi perchè tanto agitarsi tra i fotografi: ragazzi, ma quanto può valere ancora, su piazza, la foto di Corona beccato a guidare senza patente? Sai che colpo. Il colpo vero è portare a Visto e a Novella Duemila lo scatto di Corona che guida in regola. Pagato benissimo, lo scoop del secolo.
Basta rivedersi un attimo la storia recentissima dell’Italia vippona per capire che l’avvenimento dell’altra sera è di una banalità assoluta. Siamo nella norma. La polizia è stanca di fermare Corona. Un giorno sì e un giorno sì. Giusto nell’ultimo week-end l’hanno intercettato sulla Cisa, mentre cercava di non farsi notare su una Bentley bianca. E come no: uno cerca di non farsi notare guidando senza patente una Bentley bianca. Le autostrade italiane pullulano di Bentley bianche. Chissà come hanno potuto pensare gli agenti della Stradale di fermare una Bentley bianca che sfreccia sulla Cisa... Alle volte, le combinazioni: Corona pescato a guidare senza patente. Come in tantissimi altri casi. Il meglio, dalla collezione: nel gennaio dell’anno scorso, a Milano, lo pizzicano su una Land Rover in via Montenapoleone (sempre per non farsi notare). A novembre lo fermano mentre accompagna Belen (allora in quota Corona) alla Fiera del tartufo di Montechiaro d’Asti (nota a margine: ma non s’era detto che ormai Belen è da grandi palcoscenici?).
Non è il caso d’insistere, sembra abbastanza chiaro: Corona è come Schumi, non ce la fa proprio a stare senza guida. Piuttosto, è normale domandarci che cosa ancora debba inventarsi perchè la legge italiana si senta scalfita dalla questione. Ogni volta i patetici agenti rilevano il reato e inoltrano la denuncia, ma lui è sempre in giro e non c’è verso di appiedarlo. Gli azzeccagarbugli forniranno sicuramente una spiegazione, ma la situazione resta inverosimile e grottesca. Cosa bisogna aspettare, che lo abbatta un cecchino a fucilate?
È fondato il dubbio che il soggetto, profondo conoscitore della materia, si serva ormai di questo tormentone per farsi della grassa pubblicità. E che noi, tordissimi, ogni volta gli concediamo troppo spazio, sprecandolo. Ma su questa faccenda della guida reiterata, strafottente, provocatoria senza patente servirebbe ancora più spazio. Anche solo per chiarire finalmente qualche dubbio legislativo. Più che altro uno: tra i Fabrizi Corona e la nostra giustizia, chi davvero è più razza cialtrona?