Per favore svegliate i Limp Bizkit

Toc toc, svegliate i Limp Bizkit per favore. Su, ormai è ora. S’è svegliato persino Kid Rock, tutto dire. Loro no. Pubblicano il primo disco dopo dieci anni nella formazione originale ma sono rimasti quella roba lì, quella di Significant other (1999), un nu metal caciarone e volatile che ormai sembra più vecchio di un Q Disc con Goran Kuzminac (con rispetto parlando). Va bene, Fred Durst è un monello che in Loser canta pure bene con il suo solito tono del tipo «nonrompetemiicoglioni». E il figliol prodigo Wes Borland ha il suo bel daffare con la chitarra, sempre all’altezza, ci mancherebbe. Ma ormai i Limp Bizkit sembrano quegli studenti fuoricorso che a trent’anni parlano e si vestono come ventenni posticci perché non riescono a crescere. E il risultato è che non piacciono né agli uni né agli altri. Toc toc.