Favoritismi a viale Mazzini

Domani Fini e Bersani si confronteranno sui valori di destra e di sinistra, in uno di quegli elenchi tanto di moda. E tra i temi su cui in Italia ci si divide in maniera furibonda, come accadde per il caso Englaro, c’è l’eutanasia. Del difficile argomento si occuperà (condizionale d’obbligo viste le polemiche di questi giorni) la seconda puntata di Vieni via con me. Nei piani alti di viale Mazzini, intanto, ci si scanna per la scelta di invitare politici senza rispettare il pluralismo. Fazio precisa: «Noi non facciamo politica, Fini e Bersani non tratteranno di questioni del Governo». E, nonostante le proteste del direttore generale Masi e del vice Marano contro la decisione degli autori (la questione arriverà in Commissione di vigilanza martedì), di fatto in molti sembrano avere una gran paura di Fazio e, soprattutto, della reazione della parte politico-culturale che lo sostiene. Prendiamo Raiuno: lunedì scorso, in concomitanza con la prima puntata dello show, è andata in onda una replica di un film con Terence Hill, risultato: 13% di share, inaccettabile per il primo canale. E questo perché nessun produttore voleva rischiare di rovinare gli ascolti di una propria fiction nello scontro con Benigni. Per domani il direttore del primo canale, Mauro Mazza, aveva previsto La baronessa di Carini, replica di una fiction già debole: insomma una scelta che avrebbe lasciato totalmente campo libero a Vieni via con me (i maligni ipotizzano un super regalo del direttore di Raiuno al suo amico Fini...). Alla fine si è scelta una via di mezzo: una replica (all’ottavo passaggio!), ma più appetibile: Montalbano (Gli arancini). Questo per non indebolire troppo Raiuno. Ma sembra che Fazio si sia risentito lo stesso perché lo show non dovrebbe avere controprogrammazione, trattandosi, a suo giudizio, di un evento unico nella storia della Tv. E c’è chi gli dà retta.