FAVORITO DALLE DIVISIONI NELLA CDL

Secondo mandato consecutivo per Attilio Zanetti (Ds) che alle amministrative di Cogoleto ha riconquistato la poltrona di sindaco con 3.618 voti su un totale di 5.942 votanti (214 le schede bianche o nulle). Seconda classificata Maria Elena Dagnino con la lista «Tutti per Cogoleto» sostenuta dalla Casa delle libertà. La Dagnino, professoressa di latino in pensione, ha ottenuto 1477 voti con una percentuale del 24,9 per cento. Molto arretrate le posizioni di Amelia Ravenna («Forza Cogoleto») e di Mario Casarino («Cogoleto 2006»). La Ravenna ha ottenuto 431 voti per un totale del 7,3 per cento, mentre Casarino, che aveva deciso di candidarsi per creare una lista di disturbo - come ha dichiarato in campagna elettorale - si è fermato a 202 voti che saranno probabilmente insufficienti a garantirgli quel seggio in Consiglio comunale cui aspirava.
Abbastanza bassa anche l'affluenza alle urne con circa il 74 per cento dei 7 mila 944 elettori che sono andati a votare. In ogni caso il voto non ha riservato sorprese rispetto alla tradizione politica di Cogoleto. Nel 2001 Zanetti aveva vinto con 3958 voti, mentre la Casa delle libertà si era fermata a 2292 voti. E anche le ultime elezioni politiche hanno dato un buon margine di vittoria al centrosinistra (57 contro il 43 per cento del centrodestra). Una situazione su cui non manca chi fa dell'ironia: «Siamo a Cuba senza le cubane» e stato infatti il primo commento dopo le elezioni di Francesco Biamonti (Lega) che appartiene alla lista della signora Dagnino.
Zanetti, d'altra parte è una vecchia conoscenza dalla politica cittadina. Ex direttore delle poste in pensione (classe 1938) risale al 1972 il suo primo ingresso nell'amministrazione di Cogoleto. Ha fatto parte delle varie giunte di centrosinistra (tranne che tra il 1988 e il 1992, periodo che lo ha visto seduto tra i banchi dell'opposizione in Consiglio comunale) ricoprendo diversi assessorati. Storico dirigente dell'ex Pci e poi della locale sezione Ds, nel 2001 che Zanetti sale sulla poltrona di primo cittadino di Cogoleto.
La Dagnino, professoressa di latino ora in pensione, non è neanche lei alla prima esperienza politica. Iscritta alla Dc fino al 1989 (fino al crollo del muro di Berlino, afferma lei, giorno in cui finalmente un nuovo spirito di libertà si è affermato in Europa e nel mondo), ha svolto attività politica attiva fino al 1974 («il giorno della nascita di mia figlia») ricoprendo le cariche di consigliere comunale e di assessore (è stata il primo assessore donna del comune di Cogoleto) coi sindaci socialisti Visconti Prasca e Enrico Mauro.
A penalizzare la candidatura della Dagnino è stata anche la divisione in seno alla stessa Casa delle libertà. Anche Amelia Ravenna proviene infatti dal partito della Dagnino. Entrata in Consiglio comunale, però, la Ravenna ha deciso (sostenuto da Francesco Massoletti, anche lui di Forza Italia) di creare prima un gruppo autonomo e poi una vera e propria lista civica candidandosi personalmente alla poltrona di primo cittadino. Una situazione che ha creato non poco disorientamento tra i simpatizzanti del Polo e all'interno stesso del partito che ha visto cadere nel vuoto tutti i suoi appelli all'unità (non ultimo quello del senatore Luigi Grillo).
I punti forti del programma di Zanetti sono l'edilizia sociale e convenzionata, nonché i progetti legati all'ex Ospedale psichiatrico, e ai terreni abbandonati dalla Tubi Ghisa e dalla Stoppani. Si tratta di aree dismesse sulle quali da tempo è in corso un pressante scontro politico con l'opposizione che ha accusato la giunta di cementificazione selvaggia a fini speculativi. Non per niente al primo punto del suo programma Casarino ha messo il blocco di tutte le concessioni edilizie con conseguente stretto controllo degli abusi edilizi già realizzati. Mentre Amelia Ravenna ha auspicato in campagna elettorale il «ridimensionamento del ruolo dell'oligopolio del mattone attualmente presente a Cogoleto».