Da Fazio ai finiani: l’offensiva laicista allarma la Chiesa

«La Rai coi nostri soldi ha permesso di celebrare la liturgia dell’attacco fazioso, del pensiero a senso unico su questioni drammatiche e discusse, su ferite aperte per migliaia di famiglie». La trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano aveva la Chiesa come «unico bersaglio vero, tenacemente e persino violentemente cercato».
È duro il giudizio dell’editoriale di Avvenire firmato da Davide Rondoni, che critica «Vieni via con me», la trasmissione in onda lunedì sera su Raitre, durante la quale, con la presentazione dei casi di Eluana Englaro e di Piergiorgio Welby, si è difesa l’eutanasia con la benedizione del sacerdote genovese don Andrea Gallo. E la presa di posizione del quotidiano rispecchia la preoccupazione dei vertici della Chiesa italiana in questo momento di confusione politica, per l’emergere anche a destra di certe istanze sui temi etici.
«La puntata di lunedì ha avuto un convitato di pietra», scrive Avvenire, come se Fazio e Saviano «avessero un complesso grande come una casa. E questo complesso si chiama cristianesimo, si chiama Chiesa». La quale è stata «fatta passare per una realtà assurda che disonora i giusti, asseconda i potenti e i ladri, viola le coscienze e non vuole i poveri tra i piedi». «È insopportabile per questi nuovi “giusti” tribunizi che ci sia qualcuno che non segue il filo così buono, carino, ricercato eppure casual, moderno, ovvio delle loro posizioni. Lo diceva cent’anni fa Newman: non la vogliono eliminare, ma vorrebbero la Chiesa come ancella. E infatti, han trovato qualche prete vanitoso che si è prestato a fare in tv da scendiletto delle loro prediche squinternate e faziose. Un servo vanitoso si trova sempre».
In un secondo editoriale firmato da Lucia Bellaspiga, il quotidiano dei vescovi critica la Rai per aver concesso «la tribuna oltre che a Saviano anche a Beppino Englaro e a Mina Welby senza contraddittorio alcuno». «Nessuno toglie loro il diritto di avere certezze e convinzioni più o meno fondate - scrive Bellaspiga - ma nessuno può nemmeno imporle a noi come fossero Vangelo, eppure questo è stato fatto ancora una volta ai milioni di telespettatori». Anche «la Rai di Fabio Fazio è (o dovrebbe essere) servizio pubblico, anche la sua è pagata da tutti gli italiani (almeno quelli che versano il canone), eppure l’uso che ne fa, in compagnia dei suoi ospiti, è di un salotto privato dal quale diffondere e inculcare quelli che ritiene “valori” e “princìpi di civiltà” (è suo diritto), ma che per la gran parte degli italiani sono disvalori gravissimi (e tener conto di questo è invece suo preciso dovere)».
La difesa soft dell’eutanasia senza la presenza di una voce dissonante o almeno problematica, è stata criticata ieri anche dal Movimento per la Vita: «Il programma “Vieni via con me” costituisce un raro esempio di sintesi tra confusione e ideologia, nel quale l’individualismo liberale prevarica la cultura della solidarietà, il relativismo quella del bene comune». «Sentir definire Luca Coscioni, Piergiorgio Welby e Beppino Englaro difensori del “diritto alla vita” umilia profondamente la sensibilità di quanti, distanti dai riflettori e talora persino derisi, da anni si battono davvero e quotidianamente per difendere il diritto alla vita, sostengono le donne in gravidanza difficile ed assistono i malati terminali».
«Il Movimento per la Vita - conclude la nota - auspica pertanto che la Rai, d’ora in poi, tenga in maggior considerazione la logica del contraddittorio non solo quando si tratta di bilanciare alla frazione di secondo la presenza dei politici, ma anche ed ancora di più quando si toccano temi eticamente sensibili che rischiano di avere, se proposti in modo univoco, effetti devastanti sul piano propagandistico. E, quel che è peggio, fanno disinformazione sul significato del diritto alla vita».
L’abbondante spazio dedicato al tema dell’eutanasia era stato preceduto dai due «elenchi» di valori di destra e sinistra, letti dal leader del Pd Pier Luigi Bersani e dal presidente della Camera Gianfranco Fini. Il primo ha inserito tra i valori anche un riferimento all’argomento, mentre Fini non ne ha fatto cenno, ma era già intervenuto in passato sulla legge sul testamento biologico criticando la bozza perché troppo «confessionale».
Nei vertici dell’episcopato c’è grande apprensione per quanto sta accadendo perché, spiegano, «la contaminazione laicista sta penetrando schieramenti e forze politiche». La Cei è preoccupata anche per le possibili scelte dell’Udc di Casini, dato che «non si è mai vista una alleanza con componenti laiciste nella quale sono queste a moderare e narcotizzare le loro istanze, di solito sono sempre i cattolici che cedono».