«Da Fazio un gesto di grande responsabilità»

«Ci sono le mele marce ma il sistema italiano delle banche e della finanza è sano»

Gianni Pennacchi

da Roma

Onore al merito, in tv ieri sera Silvio Berlusconi ha ringraziato Antonio Fazio per il passo «che poteva anche non fare», riconoscendo al Governatore della Banca d’Italia di aver «servito egregiamente il Paese». Nonostante qualche «mela marcia», il nostro sistema bancario è buono e sano, garantisce il premier assicurando di essersi sempre «tenuto fuori» da ogni tentativo di scalata, vedi quella del Corriere della Sera.
Dimissioni Fazio: la coda. In chiusura di trasmissione, il premier è tornato sull’argomento ringraziando il Governatore «per il gesto che poteva anche non fare» e che ha tolto governo e Parlamento «da una situazione difficile e complicata». Infine l’elogio: «Io non sono mai stato un amico o un devoto di Fazio, ma l’ho sempre considerato una persona onesta, di principi e di grande moralità. Può darsi che abbia sbagliato, sarà la magistratura a verificare. Ma lo ringrazio per le dimissioni».
Dimissioni Fazio: l’inizio. Non poteva che essere la prima e più importante domanda, dunque Berlusconi ha esordito spiegando che il passo di Fazio se lo aspettava, quale «gesto di grande serietà e responsabilità per ridare serietà a una istituzione come Bankitalia», e di aver telefonato al Governatore prima di giungere negli studi televisivi. «Credo che Fazio sia una persona onesta, responsabile, che ha resistito in quel posto proprio perché non voleva, dando le dimissioni, che si potesse credere che avesse commesso qualcosa di illecito. Lasciamo ai magistrati di approfondire le indagini, io sono abituato a non condannare nessuno prima che ci sia una sentenza definitiva. Fazio ha servito egregiamente il Paese, vedremo se effettivamente avrà mancato in questa ultima vicenda».
Nuovo Governatore. È troppo presto per dare il nome del successore di Fazio, ma Berlusconi assicura che il governo interpellerà anche Romano Prodi e il centrosinistra, per individuarlo. Così come per la legge sul risparmio, che garantirà anche le nuove procedure di nomina e revoca del vertice di Bankitalia, «cercheremo sempre di concordare con l’opposizione, ma con questa opposizione non è facile trovare un accordo».
Bankitalia. «Ci sarà il mandato a termine» per i prossimi Governatori, tra gli emendamenti alla legge sul risparmio. Ma è «difficile» che possano essere «consegnate all’Antitrust» le funzioni di vigilanza sul sistema bancario oggi affidate a Bankitalia.
Sistema bancario. Nonostante le recenti tempeste, Berlusconi assolve le banche: «Ci sono le mele marce, e queste verranno fuori. Ma il sistema delle banche è sano. Ci possono essere stati degli errori che ci hanno segnato, eccezioni come gli episodi di Cirio e Parmalat, ma il sistema finanziario italiano è sano».
Caso Fiorani. A chi gli rinfaccia di aver parlato al telefono con Fiorani, subito dopo che questi aveva ricevuto da Fazio il via libera per la scalata ad Antonveneta, Berlusconi risponde: «Non mi ricordo di aver parlato con Fiorani, ero a cena con 150 imprenditori lombardi, non solo con Gnutti, e dev’essere stata una telefonata fra tante. Credo di aver risposto “complimenti”, come quando qualcuno mi dice di aver ottenuto una cosa che desiderava. Lo avrei fatto con chiunque».
Unipol-Bnl. Il premier assicura di non aver mai approfondito e di «non voler approfondire» la questione della scalata Unipol alla Banca nazionale del lavoro, perché «non riguarda il governo». Così come per la scalata all’Antonveneta, «sono sempre stato fuori, ho sempre detto che bisogna lasciare al libero mercato, non ho mai, mai influito». Ciò detto, «per quanto riguarda l’italianità delle banche, a me il fatto che ci fosse una cordata nazionale e che potesse avere la meglio su un’altra cordata in termini di assoluta legittimità, non mi dispiaceva. Così come faccio il tifo per la Juve e per l’Inter quando giocano con una squadra straniera, se c’è una cordata di un Paese europeo e una italiana che si contendono, giocando pulito, un determinato risultato, io istintivamente tengo per la cordata italiana. Chi dicesse il contrario non sarebbe credibile».
Rcs Rizzoli. Non ha mai approfondito, s’è tenuto fuori per principio, ma non che si tappasse gli occhi senza formular giudizi. Così, sul tentativo di Ricucci e amici per conquistare Rizzoli e il Corrierone, Berlusconi non avrebbe mai scommesso un centesimo. «Mi sembrava impossibile che si potesse pensare a una scalata», ha rivelato in tv spiegando: «Rizzoli è governata da un insieme di soci che mi sembra arrivino al 50%, era impossibile pensare di scalzarli dal controllo della Rizzoli».
Falso in bilancio. Confermato: un altro emendamento alla legge sul risparmio riporterà la disciplina del falso in bilancio, indurita dal Senato, al testo approvato la prima volta dalla Camera.