Fazio a sorpresa dal Papa coi parrocchiani di Alvito

In piazza San Pietro l’ex banchiere si inginocchia davanti al Pontefice e ripete più volte «grazie Santità». Le lacrime della figlia Anna Maria

Andrea Tornielli

da Roma

Quando il Papa si è avvicinato, Antonio Fazio, cattolicissimo ex Governatore, e le due figlie che lo accompagnavano, hanno improvvisamente piegato le ginocchia sul selciato e hanno chiesto la sua benedizione. È avvenuto così l’incontro tra Joseph Ratzinger e l’uomo che per dodici anni ha guidato la Banca d’Italia. Un incontro veloce, informale, per certi versi discreto, eppure molto significativo per l’ex numero uno di Palazzo Koch che ha ripetuto e continua a ripetere di essere tranquillo con la sua coscienza nonostante la bufera che l’ha travolto.
Piazza San Pietro, ore 10.15 di un rigido mercoledì invernale. Ci sono migliaia di scout che attendono Benedetto XVI per l’udienza generale, sul sagrato soffia un vento gelido e ognuno cerca di ripararsi come può. A un certo punto, a fianco delle transenne sul sagrato della basilica, dove si trovano le persone che avranno il privilegio di poter salutare personalmente il Pontefice, spunta lui, l’uomo più chiacchierato del momento, che ha appena concluso la sua carriera di Governatore della Banca d’Italia. È accompagnato da Anna Maria e Maria Chiara, due delle quattro figlie. Non c’è la moglie Cristina. All’udienza sono presenti centocinquanta fedeli della parrocchia di San Simeone Profeta di Alvito, la chiesa principale del paese natale di Fazio. Proprio le campane di questa parrocchia, per una fortuita coincidenza, lunedì scorso hanno battuto i loro rintocchi nell’esatto momento in cui veniva divulgata la notizia delle dimissioni, una circostanza che a molti alvitesi piace ricordare; un modo per sottolineare lo stretto legame che il loro illustre concittadino ha sempre mantenuto con Santa Madre Chiesa.
Fazio è stato accolto sul sagrato con strette di mano e sorrisi, ma nessun particolare protocollo. È stato fatto accomodare insieme alle figlie su delle sedie di legno e si è sistemato accanto alle coppie di sposini in attesa della benedizione papale. Dopo qualche minuto, è stato raggiunto da don Tonino, il parroco della chiesa di San Simeone, mentre la folla dei pellegrini di Alvito è rimasta sulla piazza. Prima dell'arrivo del Papa sulla piazza, sia Fazio che le figlie hanno spento i telefonini.
Al termine dell’udienza, Benedetto XVI ha salutato uno ad uno tutti i fedeli addossati alla transenna sul sagrato, e alla fine del percorso si è imbattuto nell’ex Governatore. Quando Ratzinger, piuttosto infreddolito e avvolto nel mantello di panno rosso, si è avvicinato, Fazio e le figlie, che stavano una alla sua destra e un’altra alla sua sinistra, si sono improvvisamente inginocchiati per terra, come non aveva fatto nessun altro dei presenti. Il Papa li ha prima benedetti, quindi ha consegnato a ciascuno di loro un rosario. Poi si è fermato a parlare con l’ex numero uno di Palazzo Koch, che nel frattempo si era rialzato. L’incontro è durato alcuni istanti. Benedetto XVI, cordiale e sorridente, ha rivolto qualche parola di conforto e ha fatto gli auguri di Buon Natale: Fazio, che continuava a tenere la mano del Papa stretta nella sua, ha continuato a ripetere «Grazie Santità». Chi non è riuscita a trattenere le lacrime è stata invece una delle figlie che lo accompagnavano, Anna Maria.
L’incontro è stato breve, e la presenza del banchiere insieme ai concittadini di Alvito era prevista. Quello che non era previsto è il fatto che l’incontro sia avvenuto a meno di quarantott’ore dalle dimissioni del Governatore, seguite allo stillicidio di polemiche che hanno accompagnato gli ultimi mesi dell’inchiesta sulla Popolare di Lodi e sulle «relazioni pericolose» con Fiorani. Al termine dell'udienza qualche pellegrino si è fatto fotografare insieme a Fazio, mentre qualcuno dei presenti gli stringeva la mano per fargli coraggio. Attestazioni che hanno nuovamente commosso la figlia Anna Maria, che ha lasciato la piazza sull'auto blu con il volto rigato dalle lacrime.
Un precedente di quanto avvenuto ieri, anche se di portata molto diversa, è quello di domenica 3 maggio 1999, quando, al termine della cerimonia di beatificazione di Padre Pio, Giovanni Paolo II aveva fatto chiamare Giulio Andreotti per salutarlo calorosamente e incoraggiarlo davanti alle telecamere di tutto il mondo: due giorni prima i pubblici ministeri del processo per l’omicidio Pecorelli avevano chiesto l’ergastolo per il senatore a vita e quel gesto di apprezzamento voluto da Wojtyla stava a significare che il Papa non credeva alle accuse. Il saluto di ieri mattina è stato però diverso, più discreto e dunque non gli si può attribuire la stessa valenza, anche se sono molti, dentro le mura vaticane, gli estimatori dell’ex Governatore studioso di San Tommaso.