Febbre aviaria, 3 casi sospetti sull’uomo a Reunion

da Milano

Il bollettino medico sull’influenza aviaria nel mondo si arricchisce di nuovi casi. Uno è più preoccupante degli altri perché ha colpito un turista che non ha avuto contatti diretti con i polli, ma è stato male dopo essere tornato da un viaggio in Thailandia dove aveva visitato un parco ornitologico. L’uomo sospettato di aver contratto l’influenza aviaria è della Reunion, uno dei territori francesi d’oltremare, ha 43 anni e ora è ricoverato all’ospedale di Saint-Denis-de-la-Reunion. Al ritorno dal suo viaggio «lamentava tosse e forti mal di testa - ha riferito la prefettura dell'isola - uniti a uno stato febbrile». È stato subito ricoverato (sabato scorso) e gli sono stati effettuati due prelievi, uno a livello del naso e l'altro a livello della gola. Il secondo si è rivelato positivo. «Si tratta - sottolinea la prefettura - di un sospetto di influenza aviaria, anche se i sintomi non sono particolarmente evocatori. Ora il paziente è in osservazione, e riceve un trattamento anti-virale». Il caso non sembra isolato. Anche altre due persone di un gruppo di 19 presentano gli stessi sintomi influenzali. Ma ancora non si hanno conferme scientifiche sulla natura del virus contratto. Sull’isola non è stata adottata alcuna misura di prevenzione perché l’influenza aviaria non è trasmissibile da persona a persona.
Intanto nel Sud-Est asiatico la situazione diventa sempre più critica. In Cina è stato individuato un nuovo focolaio di influenza aviaria, il terzo ad essere scoperto in meno di una settimana. E la paura del virus H5N1 si è estesa a nuove regioni dell'Asia: l'India ha annunciato che si stanno studiando le ragioni dell'improvvisa morte di decine di uccelli nella provincia del Bengala Occidentale. Gli scienziati affermano che gli uccelli migratori stanno diffondendo nel mondo il virus. In Croazia, invece, la variante mortale dell’H5N1 è stata confermata nei cigni selvatici trovati morti in uno stagno. E la paura di contagio si allunga anche nelle nostre regioni. C'è allarme nell'Alto Adriatico dove sono presenti aree di sosta e di passaggio per milioni di uccelli migratori. In un allevamento casalingo nel Veneziano un morbo ha ucciso in tre giorni un'anatra e ne ha infettate altre due. E desta preoccupazione anche una misteriosa moria di tortore nella laguna di Chioggia. Il servizio veterinario dell'Asl 12 indaga sulle cause del decesso e sulla natura dei sintomi riscontrati nei volatili. Intanto a Jesolo è stata annullata la mostra ornitologica che doveva aprire i battenti ieri.
Anche i Nas proseguono nella loro opera di controllo. E fanno centro. A Prato i carabinieri hanno scoperto tonnellate di prodotti alimentari irregolari conservati fra topi morti e escrementi di ratti. Gli alimenti provenienti dalla Cina, fra cui polli neri, anatre, salamini, carni avicole, erano tenuti tra scaffali e celle frigorifere in pessime condizioni igieniche e senza documentazione sanitaria.