La febbre del sabato sera che non t’aspetti

In punta di piedi si può fuggire dalla danza classica, ma solo per reincontrarla nella sua forma contemporanea e scoprire che l’arte di Tersicore è ancora e sempre viva: in ogni tempo, in ogni sua forma artistica. Una specie di «febbre del sabato sera» che non contagia in discoteca, ma al festival organizzato dall’Accademia nazionale di danza al teatro Ruskaja di largo Arrigo VII da oggi al 18 aprile (sempre di sabato, ingresso gratuito, inizio spettacolo ore 18).
La rassegna si intitola «Fuga dalla danza» e culminerà con una «Giornata internazionale» il 29 aprile, anniversario della nascita del grande innovatore del balletto Jean-Georges Noverre. Ideato da Margherita Parrilla, il festival propone una carrellata espressiva attraverso incontri, presentazioni di libri, interviste ai grandi maestri, performance di ballerini famosi e spettacoli di danzatori emergenti. Si comincia oggi con la parabola di Vaslav Nizinskij, il ballerino e coreografo mito del Novecento, dalla carriera breve e folgorante: la biografia dell’artista russo, scritta dal giornalista Sergio Trombetta, sarà presentata dall’autore. A seguire, lo spettacolo Crossing di Ricky Bonavita: sulle note di Craig Armstrong, gli allievi dell’Accademia sono i protagonisti di una coreografia ispirata a un’immaginaria metropoli dei giorni nostri. Il 24 tocca a Roberto Castello e al racconto della sua intensa carriera: dall’incontro con Carolyn Carlson al nuovo progetto di sperimentazione coreografica fra danza, arti visive e nuove tecnologie.
Il 14 febbraio Leonetta Bentivoglio presenta il suo libro Pina Bausch. Vieni, balla con me, con le foto di Francesco Carbone (edizione Barbes). Il 28 febbraio Alessandro Molin illustra le tappe della sua carriera di ballerino dall’inconfondibile eleganza: i primi studi a Parigi e New York, i pas doux con ballerine famose (Carla Fracci, Natalia Makarova, Elisabetta Terabust, Alessandra Ferri), fino all’ultimo ruolo, un Peer Gynt creato su misura per lui da Renato Zanella.
Spazio anche all’hip hop con due versioni originali: quella dei ragazzi dell’Associazione Confini che «danzano la vita» con creatività (il 7 febbraio); e l’hip hop sulle punte di Fetto, il 7 marzo. Anche quest’anno torna il «Crashing Test» (21-28 marzo e 4 aprile), lo spazio dedicato ai coreografi in erba che presentano le loro creazioni al pubblico, con l’accompagnamento dei giovani musicisti dell’Accademia.
Il 14 marzo c’è la cerimonia di chiusura del «Premio delle Arti», per i migliori allievi degli Istituti di formazione, mentre il 18 aprile il collezionista Claude Lebet mostra le sue «pochettes du Maître à danser», gli strumenti usati dagli insegnanti di danza.