Fecondazione assistita, Amato non sconfessa Mussi

Il comitato sulla Bioetica presieduto dal titolare dell’Interno: «La decisione del ministro non modificherà la legge 40»

da Roma

Il Comitato dei ministri sulla Bioetica, presieduto dal titolare dell’Interno Giuliano Amato, assicura all’unanimità che il ritiro della firma del ministro della Ricerca, Fabio Mussi, dalla Dichiarazione etica Ue non prelude a una modifica della legge 40 sulla fecondazione assistita. L’Italia, insomma, continuerà a finanziare i progetti sulle cellule staminali adulte (gli unici permessi) e non farà altrettanto per quelle embionali, qualunque sia il voto a livello europeo di giovedì.
Otto ministri (oltre ad Amato e Mussi, Beppe Fioroni, Livia Turco, Rosy Bindi, Alfonso Pecoraro Scanio, Emma Bonino e Clemente Mastella), riuniti per due ore al Viminale, chiariscono in una nota che l’iniziativa del titolare Ds della Ricerca «riflette motivazioni di ordine generale sull’opportunità di prendere parte a minoranze di blocco in sede europea, mentre non esprime alcun intendimento del nostro governo di intervenire a modifica della nostra legislazione interna sulla materia».
Confermata la fiducia a Mussi, che non fa alcun dietrofront, si congelano dunque gli effetti del suo atto. Questo nella speranza di placare le proteste della Casa delle libertà, scesa sul piede di guerra, ma soprattutto della Margherita e di frange cattoliche anche nei Ds, che minacciano di provocare una grave frattura nell’Unione.
Malgrado l’intervento moderatore del leader Francesco Rutelli, Paola Binetti non sembra infatti per niente soddisfatta dal compromesso partorito da Amato, che verrà spiegato in Parlamento domani dallo stesso Mussi e dalla collega della Sanità, Livia Turco, nelle Commissioni riunite Istruzione e Sanità del Senato, per assicurare che rispecchia la linea dell’intero governo. La senatrice Dl ed ex presidente del Comitato Scienza e Vita ripete: «Se la posizione resterà questa, presenterò una mozione». Anche se aggiunge: «Ma non rimarrà questa». Da che cosa viene tanta sicurezza? O è solo un augurio, quello che l’intervento Mussi-Turco domani offra un «elemento di raccordo e di unità all’interno del centrosinistra»? La Binetti partecipa a Roma, con esponenti del centrodestra, alla presentazione del manifesto anti-Mussi dell’associazione Scienza e Vita e di lì si rallegra della «conferma importante» del Comitato Amato che la legge 40 «non sarà toccata in nessun modo», sottolineando che bisogna rispettare ciò che ha chiesto «la stragrande maggioranza degli italiani» nel referendum di cui ricorre l’anniversario.
Eppure, dal suo stesso schieramento vengono segnali ben diversi. Mentre la Rosa nel pugno chiede esplicitamente che il Parlamento discuta una riforma della legge 40, il vice-presidente Ds del Senato Gavino Angius scrive ai senatori dell’Unione richiamandoli all’ordine. «Per una comunità politica è molto pericoloso - afferma - mettere in discussione un valore fondante della nostra democrazia come quello della laicità».
Non basta dunque il Comitato sulla Bioetica di Amato per ricomporre le divisioni in quello che dovrebbe diventare un partito unico: il «metodo Prodi» prevede anche un seminario tra Ds e Margherita a porte chiuse il 6-7 luglio, fuori Roma, sempre sugli stessi temi, annunciato da Dario Franceschini e Anna Finocchiaro. E intanto litigano Rosy Bindi e la Binetti. Il ministro Dl per la Famiglia, attacca la «lobby cattolica» e l’altra risponde ironica: «Piuttosto, perché la Bindi non si unisce a noi?».\