La fecondazione eterologa e l’identità dei genitori

A Che cosa chiede il quesito n. 4 ?
Il quesito n. 4 chiede l'abrogazione delle parti della legge relative alla fecondazione eterologa. Qualsiasi forma di procreazione assistita può essere realizzata attraverso i gameti (ovuli o spermatozoi) della coppia, in questo caso si chiama fecondazione omologa; oppure con gameti di donatori esterni alla coppia, e in questo si chiama fecondazione eterologa.
B Che cosa dice la legge in vigore?
La legge vieta il ricorso a gameti non appartenenti ai futuri genitori. In questo modo la legge tende a tutelare il diritto del nascituro ad avere la certezza dell'identità di entrambi i genitori. La legge stabilisce pene e sanzioni pecuniarie anche per medici, infermieri ecc. che utilizzano tecniche di tipo eterologo.
C Che cosa vuole cambiare il referendum?
Il referendum chiede l'abrogazione del divieto di ricorso a donatori esterni, per far sì che anche le coppie sterili possano avere figli: in caso di sterilità di entrambi i genitori, infatti, in base a questa legge sarebbero condannati a non avere figli. I referendari chiedono inoltre l'abolizione delle sanzioni inflitte ai trasgressori.
D Quali sono le argomentazioni degli abrogazionisti?
I sostenitori del Sì ritengono che limitare le tecniche di fecondazione a quella omologa, significa incentivare il cosiddetto turismo procreativo, ossia i viaggi della speranza di coppie che vanno in centri specializzati all'estero per ricorrere all'inseminazione eterologa. Stando agli ultimi dati, in un anno sarebbero triplicate: da 1315 a 3610. I referendari affermano che non si è genitori solo se si trasmette il patrimonio genetico ma se si garantisce al figlio protezione e amore.
E Che cosa dicono gli anti-abrogazionisti?
Per i sostenitori della legge, che consigliano di non recarsi al voto per fare mancare il quorum, oppure di votare No, consentire la fecondazione con gameti eterologhi significherebbe minare la famiglia, facendo assumere allo Stato la responsabilità di far nascere bambini che hanno un solo genitore biologico conosciuto. Essi quindi ritengono che si porrebbe il problema giuridico di stabilire se il donatore debba restare anonimo o se debba dichiarare la propria identità, per poterlo identificare in caso di malattie genetiche o per evitare la possibilità, remota, di incesti tra discendenti di uno stesso genitore.

Annunci

Altri articoli