Fecondazione, è polemica Il Pd: «Mamme schedate»

I centri per la procreazione medicalmente assistita (Pma) dovranno inviare i dati richiesti al ministero della Salute il quale li inoltrerà, «nell’ambito delle rispettive competenze, all’Istituto Superiore di Sanità e al Centro nazionale trapianti».
È quanto prevede un emendamento del senatore Lucio Malan contenuto nel Milleproroghe approvato al Senato. Secondo l’emendamento il ministero predisporrà un decreto per definire le modalità di comunicazione di tali dati da parte delle strutture autorizzate «ai fini del successivo inoltro rispettivamente all’Istituto Superiore di Sanità e al Centro nazionale trapianti». «Si tratta di un’iniziativa che risponde a una direttiva comunitaria- spiega il direttore del Cnt Alessandro Nanni Costa- secondo il quale il flusso di dati fa riferimento a due indicazioni: la prima riguarda le procedure di qualità, sicurezza e tracciabilità del singolo centro; la seconda è correlata all’attività complessiva del centro e all'attività regionale che servono a comprendere come funziona la legge nel suo complesso. In altre parole fa comprendere, attraverso il registro nazionale previsto dalla legge 40, come viene applicata la normativa sul territorio»
L’opposizione ribatte: «Questa norma può mettere a rischio la privacy delle donne e può dar luogo possibili “schedature”».