Fed, la corsa al dopo-Greenspan entra nel vivo

Rodolfo Parietti

da Milano

Tutti gli uomini del presidente sono all’opera. Missione non impossibile, ma delicata quanto basta per procedere con i piedi di piombo, con molti dubbi e una sola (probabile) certezza: che il successore di Alan Greenspan alla guida della Federal reserve non sarà pescato tra i fan del Partito democratico.
Anche in questo scorcio d’agosto, mentre la driving season a stelle e strisce raggiunge le proporzioni della migrazione di massa da uno Stato all’altro dell’Unione, la squadra voluta da George W. Bush (di cui fa parte anche il numero due della Casa Bianca, Dick Cheney) continua a sfogliare la margherita dei papabili. Tempo a disposizione per trovare il futuro custode del tempio monetario americano ancora ne rimane: il mandato (non rinnovabile) dell’anziano banchiere centrale scadrà il 31 gennaio 2006, quando Greenspan avrà collezionato oltre 18 anni al timone della Fed, essendo stato nominato da Ronald Reagan nel lontano agosto del 1987, e avrà forse portato a termine la manovra di aggiustamento graduale dei tassi di interesse intrapresa nel giugno del 2003.
Non è tuttavia escluso il ricorso a una sorta di overtime greenspaniano in modo da arrivare con più calma alla scelta di chi dovrà raccogliere il testimone, anche se questa ipotesi non raccoglie i favori di tutti. Se restasse in sella fino all’11 maggio dell’anno prossimo, Greenspan diventerebbe il presidente più longevo nella storia della Fed, scalzando dal gradino più alto William McChesney, al vertice dal 1951 al 1970 per un totale di 18 anni, 9 mesi e 29 giorni.
Il team guidato da Cheney, secondo quanto riportato ieri dal Wall Street Journal, sembra comunque aver già le idee chiare. Rispetto al giugno scorso, quando il toto nomine aveva preso le mosse, dalla rosa dei possibili candidati è sparito Roger Ferguson, attuale numero due dell’istituto di Washington, ma un po’ troppo vicino ai democratici per poter riscuotere la completa fiducia di Bush. Di comprovata fede repubblicana sono infatti tutti i nomi più accreditati a occupare la poltrona di Greenspan, a cominciare dalla new entry, Lawrence Lindsey, vicino alla Casa Bianca al punto da essere stato il consigliere di George Bush durante il suo primo mandato dopo aver lavorato anche al fianco di Bush padre.
Lindsey è dunque considerato personalità di altissimo livello (è stato tra l’altro governatore della Fed durante la presidenza Clinton, nonché uomo di fiducia di Reagan negli anni Ottanta), ma non per questo sembra avere già l’incarico in tasca. La gara si deciderà sul filo di lana, dicono gli esperti, perché anche gli altri concorrenti non scherzano in quanto a curriculum professionale. Da mesi circolano i nomi di Martin Feldstein, economista della Harvard university ed ex professore di Lindsey; di Glenn Hubbard, rettore della Columbia university; e di Ben Bernanke, presidente dei consiglieri economici della Casa Bianca, incarico affidatogli da Bush dopo essersi dimesso da governatore dell’istituto centrale.