Fed e Bce in soccorso, ma le Borse scendono

I mercati non recuperano neanche dopo la maxi-azione
coordinata tra le principali banche centrali. Bush: &quot;Il fallimento di Aig avrebbe causato seri problemi&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=291485">Confindustria: per il 2008 diminuzione del pil dello 0,1%</a></strong>. La replica di Tremonti: &quot;Le previsioni utili sono solo retroattive&quot;<a href="/a.pic1?ID=291240" target="_blank"><strong>
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Milano - Le principali piazze finanziarie europee hanno aperto la seduta contrastate, per poi girare al rialzo dopo la notizia che le principali banche centrali, nel tentativo di non fare peggiorare la situazione, hanno deciso un intervento coordinato per migliorare le condizioni di liquidità sui mercati. Ma la situazione delle Borse rimane ancora critica dopo la pesante chiusura di Wall Street e delle piazze asiatiche e le rinnovate apprensioni per le sorti di Goldman Sachs e Morgan Stanley, le ultime due investment bank americane non ancora completamente travolte dalla crisi.

Le banche centrali intervengono Dopo il crac di Lehman e il salvataggio di Aig arriva un maxi-intervento a sorpresa delle banche centrali per calmare i mercati. La Fed autorizza le principali autorità monetarie mondiali, tra cui la Bce, la Boe, la Boj, la Snb svizzera e la Bank of Canada a pompare liquidità extra in biglietti verdi per 180 miliardi di dollari e venire così incontro al sistema bancario, annaffiando un prosciugato mercato finanziario. Le risorse aggiuntive consentiranno alle banche centrali di fare prestiti in dollari sul mercato interbancario fino a un massimo di 267 miliardi di dollari. L’intesa è valida fino alla fine di gennaio dell’anno prossimo. La Bce vede aumentare di 55 miliardi di dollari fino a 110 miliardi di dollari la sua linea speciale di credito con la Fed e annuncia un’iniezione straordinaria di 40 miliardi di dollari. Nel contempo, a dimostrazione che il mercato è a corto di liquidi, inietta 25 miliardi di euro, attraverso un’asta straordinaria overnight, a fronte di una richiesta di 50 miliardi di euro da parte delle banche europee.

La risposta dei mercati Le borse europee chiudono negative, con un calo nel finale dopo che per la maggior parte della giornata erano state in territorio positivo, sulla scia dell’azione concordata dalle principali banche centrali mondiali per assicurare liquidità ai mercati. I listini europei risentono dell’andamento oscillatorio di Wall Street, che alterna discese, per il timore di nuovi crack sui mercati finanziari e recuperi, dopo i buoni dati dell’indice di Filadelfia a settembre. A Londra l’indice Ftse cede dello 0,66% a 4.888 punti, dopo essere stata in riazlo di oltre l’1%. A Milano il Mibtel arretra dell’1,48% a 19.710. A Francoforte il Dax avanza dello 0,04% a 5.863,42 punti e a Parigi il Cac 40 scende dell’1,06% a 3.957,86 punti. A Londra Hbos sale di oltre il 34%, dopo la sua acquisizione da parte di Lloyds, che arretra del 44%.

Le preoccupazioni di Bush Il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, ha cancellato i viaggi e ha parlato dal giardino fuori dell’Ufficio Ovale. Si è detto preoccupato della situazione dei mercati finanziari e dell’economia Usa, ma ha sottolineato come la sua amministrazione sta lavorando per renderli più forti. "I cittadini americani sono preoccupati della situazione dei mercati finanziari e della nostra economia e io condivido i loro timori" he detto nel suo primo commento pubblico sulla crisi dopo il salvataggio del gruppo assicurativo American International Group. Bush ha ricordato che nelle ultime settimane il governo federale ha preso "misure straordinarie per far fronte alle sfide che confrontano i mercati finanziari". Il presidente ha citato il caso di Fredie Mac e Fannie Mae, messe sotto controllo "per contribuire a promuovere stabilità nel mercato e assicurare che le agenzie dei prestiti ipotecari sulla casa continuino a giocare un ruolo nella ripresa del mercato immobiliare", e il salvataggio di Aig da parte della Fed per evitare il fallimento del colosso assicurativo "che avrebbe potuto provocare un serio dissesto nei mostri mercati finanziari e minacciato altri settori dell’economia". Bush ha citato anche le misure prese dalla Sec ieri per rafforzare la protezione degli investitori e prevenire "manipolazioni illegali dei mercati", e l’azione concertata della Fed con altre banche centrali per dare liquidità al sistema finanziario americano.

Borse asiatiche al collasso I timori di nuovi sconquassi nel sistema finanziario statunitense e mondiale stanno dominando la scena in tutte le borse asiatiche, questa mattina indicate tutte in forte ribasso. Hong kong cede il 7,4% e gira sui minimi degli ultimi due anni. Sulla scia delle pesanti perdite accusate ieri a wall street di muovono, tra gli altri mercati, anche Shanghai (-5,84%), Seoul (-3,12%), Sydney (-3,83%), Manila (-3,4%) e Taipei (-3,65)%. La crisi finanziaria negli Usa si è ripercossa pesantemente soprattutto sulla Borsa di Tokyo, che oggi è piombata ai nuovi minimi da oltre tre anni, allineandosi del resto ai tonfi fatti registrare contestualmente da tutte le più importanti piazze asiatiche. In chiusura l’indice Nikkei dei 225 titoli nipponici principali è precipitato infatti a quota 11.489,30 dopo aver ceduto ben 260,49 punti pari al 2,21%: non scendeva così in basso dal 27 giugno 2005. Analogo l’andamento odierno del Topix relativo all’intero listino, che a sua volta ha sfondato la soglia psicologica dei 1.100 punti lasciandone sul terreno 23,75 pari al 2,11% per attestarsi infine a quota 1.097,68.

Wall Street chiude in picchiata Ieri sera Wall Street ha archiviato un’altra seduta in picchiata toccando i minimi da tre anni. Il salvataggio da parte del governo del colosso assicurativo Aig non è riuscito a frenare la crisi di fiducia degli investitori che si chiedono: chi sarà la prossima vittima del sistema? Il Dow Jones ha perso il 4,06% a 10.609,66 punti il livello più basso da novembre 2005. Peggio ha fatto il Nasdaq che ha ceduto il 4,94% per finire le contrattazioni a 2.098,85 punti. Goldman Sachs ha perso il 13,9% e Morgan Stanley il 24%. Ora tutti temono che loro possano essere le nuove vittime. Giu0 dek 12% anche Merrill e del 46% Aig.

La Marcegaglia: "Servono regole chiare" La crisi finanziaria internazionale "è molto grave, occorrono regole chiare e precise e punire chi non è in regola". Lo afferma il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ricordando che "la Banca d’Italia e la Bce hanno agito meglio rispetto a quanto fatto in America".

Presto tavolo Confindustria-banche Nei prossimi giorni sarà convocato un tavolo fra Confindustria e le principali banche italiane per affrontare le ricadute sull’economia italiana e sulle imprese della crisi economica internazionale. Lo annuncia il presidente di Confindustria nel corso del suo intervento alla presentazione dei dati macroeconomici del Csc. "Nei prossimi giorni sarà chiamato un tavolo con le principali banche italiane perché è fondamentale - sottolinea il leader degli industriali - che in questo momento le banche non facciano mancare il loro supporto all’economia reale e alle imprese". Marcegaglia ricorda che le banche italiane "non sono state quasi per niente toccate" dalla crisi.