Fed e tassi, gli esperti si dividono

Per alcuni in vista ulteriori rialzi, mentre altri non escludono tagli

Dopo che la Fed ha deciso martedì di lasciare i tassi fermi al 5,25%, gli analisti si interrogano sulle prossime mosse di Ben Bernanke. E i pareri si dividono, nonostante le indicazioni fornite dalla banca centrale Usa attraverso il tradizionale comunicato avvalorino l’ipotesi che il ciclo rialzista di politica monetaria non sia ancora concluso. Tra gli esperti intervistati nel corso di un sondaggio messo a punto da Dow Jones, la media stima che il costo del denaro degli Stati Uniti rimarrà invariato ai livelli attuali, dunque al 5,25%, fino alla fine dell'anno. Di questo avviso sono Cibc World Markets, Citigroup, Countrywide, Deutsche Bank, Dresdner Kleinwort, Hsbc Securities, Merrill Lynch, Mizuho Securities e Ubs: tutte ritengono, di conseguenza, che ci sarà un nulla di fatto nei meeting di settembre, ottobre e dicembre del Fomc, in calendario entro la fine dell'anno. Tra queste, Deutsche Bank prevede poi un taglio dei tassi di interesse nei meeting della prossima primavera al 5%; Dresdner vede un taglio sempre al 5% entro il primo trimestre; e Ubs scommette sempre su una manovra espansiva al 5% entro il primo trimestre del 2007. Chi scommette invece su una nuova stretta monetaria al 5,5% nel prossimo meeting di settembre è Bank of America, insieme a Daiwa Securities, Lehman Brothers e Rbs Greenwich. Oltre a Barclays, infine, anche Daiwa Securities e Lehman prevedono che il costo del denaro terminerà l'anno in corso al 5,75 per cento.