La Fed lancia l’allarme sul deficit americano

Il presidente Bernanke invita Congresso e governo a ridurre le spese per pensioni e sanità

da Milano

Torna a salire l'inflazione americana per la prima volta da agosto, riprende quota il comparto immobiliare e si conferma il buono stato di salute del mercato del lavoro. Dalla raffica di dati macroeconomici resi noti ieri, sono giunte importanti indicazioni per i mercati finanziari americani e più in generale per le borse mondiali. E spunti importanti sono giunti anche dalle dichiarazioni rese dal presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, davanti alla commissione Budget del Senato. Il grave dissesto dei conti federali, ha detto Bernanke, rischia di danneggiare seriamente l'economia americana ora che la baby boom generation (che conta 78 milioni di individui) si prepara a entrare tra le fila dei pensionati.
Lo scorso anno il deficit federale si è assestato a quota 248 miliardi di dollari, il valore più basso degli ultimi quattro anni, ma le previsioni sono per un peggioramento già nel 2007. Lo stesso Bernanke ha definito il miglioramento del 2006 come «la calma prima della tempesta». Per il 2007 il Congresso prevede un deficit di 286 miliardi di dollari e la Casa Bianca un disavanzo ancora maggiore, pari a 339 miliardi.
Il presidente della Fed ha invitato il Congresso e l'amministrazione a varare in tempi rapidi importanti riforme dei programmi sociali, dalla previdenza al sistema sanitario. Il monito di Bernanke ha aumentato il nervosismo dei mercati azionari che ormai hanno perso ogni speranza residua di poter assistere a un taglio del costo del denaro in occasione delle prossime riunioni dell'Open market committee.
I dati macro del resto sembrano avvalorare la posizione della Banca centrale. Il mercato del lavoro rimane solido (nell'ultima settimana le richieste iniziali di sussidi sono calate di 8mila unità) e dal mercato immobiliare arrivano importanti segnali di ripresa (+4,5% per i nuovi cantieri in dicembre). L'inflazione, infine, che fino ad ora aveva creato molti allarmi, ha chiuso il 2006 con un incremento del 2,6%, il minore dal 2003. Il quadro che ne esce è dunque quello di un'economia in equilibrio, che riesce a centrare il duplice obiettivo di contenere le spinte inflazioniste e al tempo stesso di continuare nel cammino di crescita.
Un aspetto negativo della situazione viene dal fatto che l'alto costo del denaro, e soprattutto la speranza di tagli futuri, sta spingendo molti gruppi del settore dell’alta tecnologia a rinviare i programmi di investimento. Secondo gli analisti di Deutsche Bank, il settore hi-tech ha superato del tutto l'ubriacatura della bolla del 2000-2001 e ora offre buone possibilità di crescita, soprattutto nel settore delle tlc.