Fed: allo studio una stretta sul credito

La Federal Reserve comincia a pensare a un giro di vite sul credito: il presidente Ben Bernanke inizierà questa settimana - secondo il Wall Street Journal - a fissare le linee guida che la banca centrale americana dovrà seguire una volta che l’economia si sarà sufficientemente ripresa. Se per il momento la Fed non pensa ancora ad alzare il costo del denaro (il tasso sui Fed Funds è fermo dal dicembre 2008 al minimo storico tra lo 0 e lo 0,25%), potrebbe cominciare ad agire su uno strumento che il congresso ha concesso nell’ottobre 2008, ovvero il cosiddetto «interesse sulle riserve in eccesso» (un interesse che la Fed paga alle banche sul denaro che queste lasciano nelle riserve della banca centrale e che attualmente si trova allo 0,25%).
In particolare, sempre secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la Fed potrebbe alzare il tasso di interesse pagato alle banche, cosa che dovrebbe contribuire a controllare i tassi di breve periodo, come quelli relativi ai prestiti overnight che le banche effettuano tra di loro. «Se la Fed alzasse l’interesse pagato sulle riserve in eccesso, si alzerebbe l’interesse sul credito e si limiterebbe la domanda dello stesso», ha detto il governatore della Fed di New York William Dudley, facendo riferimento al fatto che una manovra del genere, indirettamente, potrebbe invitare le banche a tenere il denaro in deposito anziché concedere prestiti. In risposta alla crisi finanziaria peggiore degli ultimi decenni, la banca centrale americana ha adottato misure straordinarie, portando il costo del denaro al minimo storico e immettendo nel sistema miliardi di dollari. Ora il problema del presidente Bernanke è eliminare progressivamente gli aiuti, questione che richiede massima attenzione: agendo troppo in fretta potrebbe provocare una nuova crisi, aspettando troppo a lungo potrebbe provocare una fiammata inflazionistica. Ma agendo con poca decisione i mercati potrebbero innervosirsi minando una ripresa economica che è ancora all’inizio.