Ma con la fede non si scherza

(...) non ne avrebbe mai avuta tanta.
Ma credo che fosse un rischio che valeva la pena di correre. Perchè - da cattolici, ma sarebbe stato lo stesso anche da non credenti - occorre saper reagire. E ci sono limiti che non vanno varcati: il Gesù incellofanato è uno di questi. Il Papa della mostra gay un altro. La mostra sulla «Madonna che piange sperma», peraltro gratificata di un lusinghiero servizio sul nuovo numero di Ergo sum, un altro ancora.
Ognuno è libero di pensarla come vuole, ci mancherebbe. E questo Giornale è sempre e comunque una palestra di libertà, persino per chi ama abusarne. Ma, caro Repetto, lei si è mai chiesto perchè questi signori se la prendono sempre con la religione cattolica e con i suoi simboli? Si è mai domandato perchè il loro massimo coraggio stia nell’ironizzare sulle scritte anti-Bagnasco? Si è mai spaventato di fronte al silenzio succube e vergognoso di tantissimi di noi di fronte alla sifesa delle nostre radici? Ci sono cattolici, anche nel centrodestra, che amano parlare «in quanto cattolici», ma questa battaglia noi l’abbiamo fatta da soli. E dobbiamo ringraziare tanti lettori, il presidente della Provincia Alessandro Repetto e il rettore Bignardi - che non sono certo inquilini della Casa delle libertà - per aver capito l’importanza della posta in palio.
Lungi da me l’idea di auspicare numeri di Ergo sum in cui gli obiettivi siano l’Islam, Maometto e Allah. Ribadisco che il mio rispetto per la religione e per la fede è per tutte le religioni e per tutte le fedi. E credo che non esista concetto più sanamente laico di questo. Ma mi fa specie che gli attacchi siano sempre contro la cristianità e mai contro l’Islam. Come se fosse sufficiente il fatto che gli islamici reagiscano e i cristiani no a prendersi tutte le licenze di offendere e di calpestare e vilipendere la fede.
Ecco, per tutti questi motivi, era giusto dire basta, persino a costo di fare un po’ di pubblicità gratuita a un giornale semiclandestino. Sono le nostre radici, è la nostra storia, la nostra vita.