Fedeli alla poltrona

L’onorevole Francesco Caruso si è autosospeso dal gruppo di Rifondazione. Perdinci, che decisione coraggiosa. E ora quali altri atti di forte responsabilità sociale potremmo aspettarci? Che farà di altamente simbolico? Di profondamente rivoluzionario? Di socialmente alternativo? Giurin giurella sul manuale delle giovani marmotte no global? Promessa di lupetto disobbediente? «È vero sono sincero, lo giuro, lo scrivo sul muro»? E perché non din don campanon, le campane di San Simon? Oppure: alle bombe del cannon pastasciutta e maccaron? Ma sì, dai: una filastrocca da Cecco Barbuto, parlamentare compiaciuto. Fa ridere, sicuro. Ma meno che un no global puro e duro che si «autosospende dal gruppo».
Suvvia, siamo seri: quelle sono decisioni democristiane, roba alla Rumor&Forlani, al massimo le possiamo accettare da Cosimo Mele, ecco, gran sostenitore della famiglia che va con le squillo, nemico di ogni droga che si fa beccare con le mani nella coca, politico passato dal Biancofiore al bianco del Flora, integerrimo in aula e vizioso in hotel. Che fa il democristiano Mele? Appena esplode lo scandalo si autosospende dall'Udc. Si iscrive al gruppo misto. E rimane abbarbicato alla poltrona come una cozza allo scoglio o come Vieri a una velina. Perfetto: del resto che ci si può aspettare da lui? Che può fare d'altro? Le dimissioni da parlamentare sono una cosa seria: un democristiano non le dà mai. Altrimenti c'è il rischio che qualcuno le accetti.
Ma Caruso? Caruso non era il duro e puro della compagnia di Montecitorio? Non era quello che rimase incerto fino all'ultimo se compromettersi o no con il potere? Non era quello che accettò l'elezione solo «in nome dei compagni che lottano e soffrono»? Non era quello delle barricate, della coerenza a tutti i costi, lotta dura e deputato senza paura? Non era il rappresentante della rivoluzione, del cambiamento, della coerenza popolare e anti-democristiana? Non era il nuovo che avanza? E allora, scusate: a parte il fatto che anziché con la cocaina in camera, lui preferisce dilettarsi con la marijuana alla Camera, dov'è la novità?
Dai, che delusione: pure il no global, alla fine, è tutto Vinavil e poltrona. Come tutti gli altri, più di tutti gli altri. E infatti, ecco qui: per dire al mondo che forse non è stato opportuno dare dell'assassino al professor Biagi, ucciso dalle Brigate rosse, e all'ex ministro Treu, che fa Caruso? Si autosospende dal gruppo di Rifondazione. Capite? Si autosospende. Un enorme sacrificio, ma sicuro. Avrebbe potuto anche promettere di non mettersi le dita nel naso due giorni. Oppure di fare la pipì nel vaso per una settimana. Quali altri gesti clamorosamente rivoluzionari starà meditando? Chissà. Di mollare la poltrona, di sicuro, non se ne parla. Lo stipendio? Figuriamoci. I privilegi? Men che meno. Siamo no global, barricadieri, disobbedienti e alternativi. Ma non siamo mica fessi.
A questo punto l'unica cosa che resta da capire, allora è a quale gruppo parlamentare si iscriverà Caruso. Il gruppo misto pure lui? Con Cosimo Mele? E poi che fanno? Organizzano un dibattito interno sui danni provocati dalle sostanze stupefacenti? Cominciano una battaglia comune all'insegna del motto: non ci spostano di qui nemmeno con la gru? Oppure l'onorevole no global formerà un gruppo tutto suo? E, in quel caso, come lo chiamerà? Antagonisti col cadreghino? Kol kavolo ke mi dimetto? M’inchiodo ma non mi schiodo? Del resto almeno in una cosa Caruso è stato coerente: aveva promesso di lottare per chi è senza lavoro e il primo risultato l'ha ottenuto. Un lavoro adesso lui ce l'ha. Proprio come i vecchi dc. E chi lo smuove più? Parlamento Okkupato. La ribellione può attendere. Prima viene la busta paga.
Mario Giordano