La fedelissima Oliveri molla il senatore «Ormai siamo in aree politiche differenti»

Teste chine sui banchi della maggioranza ieri in Provincia, dove, tra un intervento e l'altro sul bilancio, tutti commentavano il risultato del B-Day. Centrosinistra sconsolato e centrodestra «ringalluzzito». Quasi tutti, però, hanno storto il naso sull'astensione, che valeva come voto contrario, del senatore genovese Enrico Musso passato da alcune settimane nel gruppo misto. Chi lo ha storto più di tutti, allargando le braccia, è stata una sua «fedelissima». La capogruppo del «misto» a Palazzo Spinola, Renata Oliveri, non ha potuto frenare l'impulso di stigmatizzare la scelta di Musso. L'ex candidata e avversaria di Alessandro Repetto è da tempo impegnata anche nella Fondazione Oltremare messa in piedi a Genova dal senatore-professore. «L'astensione di Enrico - ha spiegato Renata Oliveri - purtroppo vale come voto contro Berlusconi. Fino all'ultimo speravo che in Musso prevalesse il rispetto al patto con gli elettori in base al quale era stato eletto. È chiaro che non siamo più nella stessa area politica. Il terreno della Fondazione Oltremare adesso diventa più difficile da calcare. Dopo la vittoria del Cavaliere e le avverse decisioni di Musso, non so quanti saranno disponibili a presentarlo come prossimo candidato a sindaco di Genova. E soprattutto bisognerà vedere chi lo appoggerà nella corsa alla poltrona di primo cittadino di Palazzo Tursi».
Il «tradimento» non è piaciuto nemmeno ai moderati dell'area Pd e Pdl, che hanno preferito parlare a microfoni accesi sul bilancio presentato dall'assessore Monica Puttini, del nuovo rimpasto in giunta con l'ingresso dell'ex presidente del consiglio Agostino Barisione, l'uscita del rappresentante Pdci Giorgio Devoto e la salita sullo scranno dell'aula consigliare del capogruppo Udc Alfonso Gioia. L'ultimo passo dovrebbe essere ufficializzato oggi. Probabilmente, per il nuovo presidente del consiglio, si voterà in due tempi. Alla prima «chiamata» infatti devono corrispondere almeno 2/3 di quorum di voti favorevoli. E cioè dovrebbe votare per Gioia anche il centrodestra. Ieri sera alcuni esponenti Pdl hanno fatto capire che non sarà così. È possibile, quindi, che si andrà alla seconda votazione, dove basterà la maggioranza semplice e cioè i voti favorevoli di 19 consiglieri su 36. Fra le tante dichiarazioni, quella più pesante ieri è arrivata dal capogruppo Pdl Giuseppe Rotunno: «Registriamo che finalmente l'Udc è in maggioranza. Solo i paracarri non si spostano mai, forse però i paraculi lo fanno troppo spesso».
Ieri c’è stato un acceso dibattito, a margine del consiglio, fra il presidente Repetto e il capogruppo di Rifondazione Pastorino. In serata riunione di partito della Federazione della sinistra per la nuova politica da seguire in Provincia.