Un fedelissimo grazie alla gradinata Sud

Dopo il corridoio buio quando entri e passi sotto il bandierone dei Fedelissimi, lo sfiori, ti sfiora, lo baceresti con le sue decorazioni: buchi come medaglie, strappi come coccarde. Lì mi giro sempre a sinistra verso la tribuna e guardo nella terza fila dalla parte di qua se ci vedo ancora mio padre.
La rete ferma, quei rombi maledetti con la bandiera, appesa, il prato certe volte giallo, certe volte verde, come le divise dei preti che non si capisce perché. In questa santità speciale mi faccio il segno della croce per l'emozione fortissima.
L'altra porta non la guardo nemmeno, mi è nemica. Per me i gol di là non contano o al massimo contano mezzo. Psicologi dove siete. In televisione a parlare. Venite un po' qua, se trovate posto lungo il Bisagno con la Mercedes. Che imparate qualcosa, magari a non dare tanti giudizi. Che quelli che son lì col disagio giovanile, come dite voi, magari vi insegnano l'accettazione. Drogati, terroni e accettazione. Quei ragazzi che fan cose da pazzi. Meno male che non le fanno da normali. Non vanno a sciare a Prato Nevoso, a prendere il gelato a Arenzano, in discoteca a Rimini, son qua col giubbotto di jeans e pochi soldi a gridare al cielo sentimenti, amore, dolore, coerenza.
Il vento queste cose da qualche parte le porta. Forse non è il cemento, sono i pensieri puri. Chi l'ha chiamato Fausto Pari, a battere il rigore contro la Cremonese e, sempre quella volta lì, chi l'ha chiamato Chiorri in campo «Alviero facci un gol». Che giocava nella Cremonese. Un arcobaleno blucerchiato d'amore e i cinque minuti di canto d'amore prima del secondo tempo contro il Messina quando s’era rotta la rete ma non la fede.
Poveri juventini non sapete cosa avete vinto ma soprattutto non sapete cosa vi siete persi. La domenica dello scudetto siete andati in sessantamila a fare il bagno nella fontana in piazza S. Carlo a Torino, neanche a Udine. Il vero bagno, quello della vita, era a Vicenza. E quel ragazzo in cima all'inferriata per tutta la partita non ha avuto paura di urlare il suo pensiero davanti alla telecamera di quello là vestito in borghese. Quella cassetta ora sarà dimenticata in uno scaffale. La sua libertà no. E le ragazze col braccialetto del Doria, le più belle, altro che le altre. E la mia tifosa preferita con il cuore e il culo più belli di Genova, il suo canto libero lo lancia al di là del vetro. Ragazzi della Sud son quei valori magici che ci fan venire i brividi. Non siete entrati in banca pure voi. Vi siete salvati.