Federalismo e biotestamento: in Aula riprende la battaglia

RomaEsaurita la pausa elettorale, le Camere riaprono i battenti. E per entrambe gli schieramenti si profila una ripresa costellata di trappole e di test parlamentari ad alto rischio con una serie di passaggi che diranno molto sulla tenuta del governo, dell’opposizione e dei gruppi parlamentari, con possibili nuovi cambi di casacca in corsa.
Il federalismo e il biotestamento erano già stati calendarizzati per la ripresa dei lavori della Camera. Ma, dall’ultima capigruppo dei primi di maggio, è intervenuta una novità non trascurabile: la richiesta del presidente Giorgio Napolitano di un passaggio parlamentare dopo le nuove nomine (nove sottosegretari) nella squadra di governo. A seguito della sollecitazione del Colle i presidenti di Camera e Senato hanno deciso di convocare i capigruppo subito dopo il voto delle amministrative per calendarizzare il passaggio in aula chiesto dal capo dello Stato. Allo stato non è detto, comunque, che ci sia un voto sul nuovo assetto di governo. In teoria potrebbe bastare una semplice comunicazione. A meno che l’opposizione non presenti una mozione o la stessa maggioranza scelga di mostrare, una volta di più, di avere la forza e i numeri per andare avanti.
Oggi, intanto, in aula arriva il federalismo fiscale con l’avvio della discussione generale sul testo per la proroga dei termini del provvedimento. Ventiquattr’ore dopo sarà il turno del biotestamento. Un iter che non si annuncia per niente facile. Il testamento biologico dovrà fare i conti con un calendario parlamentare fitto di impegni, a cominciare dal decreto sul nucleare in chiave referendum che avrebbe la priorità. C’è poi il periodo elettorale, con i ballottaggi per le amministrative fissati per il 29 e 30 maggio. Ma non sono le date e il calendario i veri nodi che spaventano le forze politiche. Il tema è delicatissimo, divide le forze politiche e scuote i gruppi dall’interno. Alla stessa calendarizzazione si è arrivati dopo una serie di colpi di scena: prima una inversione dell’ordine del giorno dei lavori di Montecitorio chiesta dall’Udc e votata dalla maggioranza per anticipare l’esame della legge, poi la richiesta di sospensiva da parte del Pd che teme fortemente la spaccatura tra laici e cattolici al suo interno. Sul dibattito, già acceso, peserà inevitabilmente l’esito del referendum svizzero, che ha confermato la possibilità per gli stranieri di ottenere il suicidio assistito. Tanto che il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, ha sottolineato «l’urgenza» di approvare al più in Italia la legge sul fine vita, in modo da evitare di lasciare aperte strade «per arrivare all’eutanasia». Il confronto in aula si annuncia serrato. Ma la maggioranza potrà contare sull’appoggio dei cattolici dell’Udc. E forse su altri voti in libera uscita dall’opposizione.