Federalismo e giustizia, il governo accelera

Il Cavaliere apre la Fiera del Levante e lancia i due temi portanti della stagione delle riforme del centrodestra: "Sono indispensabili. Il federalismo non è una minaccia per il Sud". E ai magistrati: "Chi lavora bene non deve temere la riforma". Poi garantisce: "Non tonerà l'Ici" 

Bari - Autunno stagione di riforme. Il premier sceglie la Fiera del Levante per lanciare i temi su cui si concentrerà l'azione di governo nei prossimi mesi. Federalismo e giustizia. "Sono riforme indispensabili, non solo un pallino della Lega e del premier" dice Silvio Berlusconi sul palco.

Federalismo Il provvedimento sul federalismo fiscale "non è una minaccia per i cittadini del sud. È vero il contrario" dice il premier assicurando che sarà una fonte di "crescita duratura". Quindi sull'Ici garantisce: "Non ci sarà alcuna riedizione delle tasse abolite. Abbiamo abolito l’Ici perché la casa è un bene fondamentale, e quindi primario, per gli italiani. Da qui il mio impegno a non ripristinarla sotto altro nome o altra forma". "Il federalismo non è la via per sostituire la pressione fiscale centralista con una locale" ha affermato il premier, che ha invitato tutti "ad affrontare con animo sereno la riforma che - ha ribadito - non peggiora la vita del Sud, grazie anche a delle compensazioni. Non è una minaccia - ha aggiunto - e le paure sono paure infondate". Berlusconi, nel suo intervento, ha spiegato che il federalismo vuol dire anche coniugare "l’onere delle tasse con l’onore di una spesa responsabile in modo tale che si possa chiaramente definire chi fa cosa e chi è responsabile. Non solo deve ridurre i costi dello Stato e degli enti locali, ma deve consentire ai cittadini di conoscere chiaramente cosa si fa con le proprie tasse".

Giustizia La riforma della giustizia serve per rimediare alla debolezza dell’assenza di diritto "e nessuno deve temerla perché sarà un servizio dello Stato a favore dei cittadini" continua Berlusconi. "Noi siamo, e lo sapete, dalla parte dei tanti che fanno con onestà e sobrietà il proprio dovere e che non avranno nulla da temere da questa nostra riforma che velocizza i tempi e garantisce ai cittadini di poter disporre di un giudice terzo". Quindi il Cavaliere ricorda "a tutti che uno dei segni di debolezza, anche internazionale, del nostro Paese è l’assenza della certezza del diritto. Io credo invece che la giustizia debba tornare a essere un servizio che lo Stato rende ai cittadini, alle famiglie e alle imprese. Deve tornare ad essere lo strumento che rende effettivi i diritti e i doveri sanciti dalle leggi. Una giustizia che non sanziona - conclude Berlusconi - è una giustizia che nega i diritti, che non sostiene lo sviluppo dell’economia, che rende aleatori i rapporti civili e che non dà sicurezza ai cittadini".

Consenso imbarazzante "Il consenso raggiunto dal governo e dal presidente del Consiglio è a livelli davvero imbarazzanti" ribadisce Berlusconi nel corso del suo intervento. "Siamo al 67% di apprezzamento" aggiunge il Cavaliere.