Federalismo fiscale, l’intesa è bipartisan

Ha debuttato con qualche schermaglia in commissione, ma il federalismo fiscale promette di essere un buon terreno di intesa tra maggioranza e opposizione. La proposta è consistente: trattenere in Lombardia l’80 per cento dell’Iva, il 15 per cento dell’Irpef statale e l’intero gettito delle accise sulla benzina, dell’imposta sui tabacchi e sui giochi. E alla fine, il guadagno aggiuntivo per la Regione sarebbe di 15 miliardi di euro. Il progetto di legge, approvato in commissione con il patrocinio dell’assessore alle Finanze, Romano Colozzi, arriverà in aula il 19 giugno per poi partire in direzione della capitale, dove sarà sottoposto al voto del Parlamento. E se ieri Ds e Margherita hanno chiesto tempo per riflettere, molto lascia pensare che si troverà un punto d’intesa. Come spiega il capogruppo della Quercia, Roberto Benigni, «cercheremo di mandare a Roma un messaggio unitario dalla Lombardia, perché sia chiaro che qui tutti vogliamo il federalismo fiscale».
I punti di dissenso riguardano l’ottanta per cento dell’Iva, ritenuto una richiesta «propagandistica», e il timore che la proposta nel suo complesso sia giudicata «non equilibrata» e scateni la reazione negativa dei Comuni, che sono impegnati in una battaglia a favore del federalismo municipale. Il punto di incontro potrebbe essere l’intesa interistituzionale del 2005 tra Regione, Comuni, Provincie e comunità montane che non dispiacerebbe alla giunta e neanche alla sinistra.
Il provvedimento, in questa versione spinta, è stato presentato dalla Lega, che tema di perdere l’esclusiva su un tema caro all’elettorato lumbard e che però è ampiamente condiviso dalle altre forze della Cdl (e del centrosinistra). Sono infatti arrivati i voti favorevoli di Forza Italia, An, gruppo misto e naturalmente Lega, mentre i partiti dell’Unione hanno lasciato la commissione prima della votazione del provvedimento. Rifondazione comunista, secondo costume, rimane contraria. Ds e Margherita sono invece a caccia di una soluzione condivisa e, soprattutto, attendono il consiglio dei ministri di venerdì, dal quale potrebbe arrivare una proposta del governo.