Federalismo fiscale, scontro Pdl-Pd

Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl, presenta un contro-studio: nessun taglio per i Comuni. Il ministro Calderoli costretto a inseguire: nell'opposizione &quot;apprendisti analisti&quot;, numeri da &quot;tombola di fine anno&quot;<br />

Scontro sul federalismo tra maggioranza e opposizione. E questo, va detto, non è una novità. La cosa nuova, invece, è che il muro contro muro non è il solito fuoco di fila di dichiarazioni e insulti ma una vera e propria sfida sui numeri. Con un dettaglio non indifferente: a raccogliere la sfida lanciata qualche giorno fa dal Pd - il senatore Marco Stradiotto aveva presentato uno studio secondo cui sarebbe in arrivo una stangata per i Comuni con l'introduzione del federalismo fiscale - non è la Lega ma il Pdl. Che con Osvaldo Napoli, vicecapogruppo del Pdl alla Camera nonché vicepresidente dell'Anci - replica con un controstudio. Un'analisi che contesta anche il fatto che la stangata maggiore riguarderebbe i comuni di L'Aquila e Napoli, che invece avranno trasferimenti speciali. "I dati presi a riferimento - sostiene Napoli - non sono i trasferimenti effettivamente fiscalizzabili, che la Copaff (la Commissione per l'attuazione del federalismo fiscale) non ha mai pubblicato Comune per Comune. Bisogna infatti sottolineare che i trasferimenti suscettibili di fiscalizzazione sono solo quelli che presentano i caratteri della generalità e permanenza e che non riguardano inoltre i finanziamenti in conto capitale. La Copaff ha sempre lavorato sulla base di dati ripartiti su base regionale e non e' mai stato prodotto uno studio riguardante i singoli Comuni". Insomma, sottolinea il vicepresidente dei deputati del Pdl, "comparare i dati relativi alle spettanze che riguardano i singoli Comuni, che ribadisco non sono i trasferimenti fiscalizzabili, con il totale dei gettiti che potranno essere devoluti sulla base delle nuove imposte (tassa di registro, tasse ipotecarie, Irpef, reddito fabbricati, etc) è errato". Secondo Napoli, dunque, "i circa 15 miliardi quantificati dalla Copaff e richiamati dalla relazione tecnica che accompagna lo schema di decreto legislativo sul federalismo municipale vanno poi decurtati". E quindi "dal taglio del decreto del '78 arriviamo a circa 12 miliardi e mezzo". Queste - spiega l'esponente del Pdl - sono "le grandezze finanziarie che il governo ha considerato nella devoluzione dei nuovi gettiti" che però potrebbero ammontare a più dei 12 miliardi ed è questo il motivo per qui è prevista la compartecipazione statale su uno o tutti i gettiti per non andare oltre quanto è fiscalizzabile". Per quanto riguarda poi ciò che avverrebbe nel comparto dei Comuni la proposta del governo - assicura Napoli - tiene conto al massimo dei possibili scarti fra la soppressione dei trasferimenti e i nuovi gettiti che potranno determinarsi con l'istituzione di un fondo di riequilibrio. Il vicepresidente dei deputati del Pdl contesta, in particolare, i dati del Pd che citano L'Aquila e Napoli tra i grandi Comuni più penalizzati. "I due Comuni citati nello studio sono quelli - osserva - che hanno trasferimenti maggiori e non tutti fiscalizzabili che permarranno in quanto trasferimenti speciali e quindi il confronto con i nuovi gettiti è errato. E' evidente che l'attuazione del federalismo fiscale implica una riqualificazione della spesa che avverrà con la determinazione dei fabbisogni standard a cui si rapporterà il livello di entrata. E' un processo che interesserà tutti i livelli di governo, un obiettivo necessitato e che consentirà di rendere efficiente la spesa e migliorare la qualità dei servizi". Scontro sui numeri, dunque. Con un dettaglio non indifferente perché per bocca di Napoli il Pdl si mette in prima fila nella difesa del federalismo fiscale dopo che tante volte è stato contestato alla maggioranza di essere a "traino" della Lega. Che questa volta è invece costretta a inseguire con Roberto Calderoli: "Chiunque abbia sostenuto che attraverso la futura autonomia impositiva possano venire meno per i Comuni quasi 500 milioni di risorse lo ha fatto ignorando o confondendo la competenza di cassa". Insomma, sarebbe bene che "gli apprendisti analisti" utilizzassero i numeri per "giocarseli al lotto oppure per la tombola di fine anno".