Federalismo, il governo lo vuole a "cascata"

Regioni, Province, Comuni avranno tributi autonomi per finanziare le funzioni
amministrative, ma spetterà alle Regioni determinare le materie nelle quali Comuni e
Province possono stabilire tributi locali, introdurre variazioni alle aliquote od agevolazioni.
È uno dei cardini del ddl delega sul federalismo fiscale che dovrebbe essere esaminato dal
Consiglio dei ministri forse già lunedì prossimo

Milano - Regioni, Province, Comuni avranno tributi autonomi per finanziare le funzioni amministrative, ma spetterà alle Regioni determinare le materie nelle quali Comuni e Province possono stabilire tributi locali, introdurre variazioni alle aliquote od agevolazioni (nella foto il ministro per le Riforme Chiti). È uno dei cardini del ddl delega sul federalismo fiscale che dovrebbe essere esaminato dal Consiglio dei ministri forse già lunedì prossimo. Si tratta soltanto dell’ultima versione di un provvedimento più volte limato dai tecnici dell’Economia e che domani sarà al centro di un confronto fra il ministro e i rappresentanti di Regioni e Autonomie. Confronto che si annuncia in salita, non foss’altro per la contrarietà dichiarata di Comuni e Province a riconoscere una struttura piramidale «a cascata» nella quale vedono minacciata la loro autonomia. Questo ordinamento vale però per le nuove funzioni eventualmente delegate dalle Regioni a Comuni e Province. Tutte le attività già esercitate al 1/mo gennaio 2007 (art. 16) continuano ad essere finanziate a carico del bilancio dello Stato o del bilancio delle Regioni. Il governo ha tempo 12 mesi per emanare uno o più decreti attuativi. Tutta questa fase sarà gestita da una cabina di regia composta da governo, Regioni e Autonomie locali. Il provvedimento cambia anche il calendario parlamentare della finanza pubblica: il Dpef, infatti, sarà approvato entro la fine di aprile e sarà affiancato da un provvedimento per il coordinamento dinamico delle fonti di finanziamento delle funzioni attribuite a Regioni, Province e Comuni. Questo provvedimento stabilisce gli obiettivi di comparto di Comuni, Province e Regioni in relazione all’andamento della finanza pubblica. Lo stesso provvedimento di accompagnamento assumerà la veste giuridica di collegato alla manovra di bilancio, da approvare entro il 31 ottobre di ogni anno.

Irap e addizionale Irpef per Regioni Le spese per garantire i livelli essenziali delle prestazioni che riguardano i diritti civili e sociali (assistenza, sanità, ecc), nonch‚ il funzionamento degli organi di governo regionali sono finanziate con il gettito, valutato ad aliquota e base imponibile, di: Irap; addizionale Irpef; compartecipazione all’Irpef; compartecipazione all’Iva e quote specifiche del fondo perequativo.

Fondo perequativo per Regioni È istituito nel bilancio dello Stato e ad esso possono attingere le Regioni con minore capacità fiscale per abitante. È finanziato dalla fiscalità generale e da una quota derivante dal gettito della compartecipazione delle Regione all’Irpef.

Chi finanzia attività dei Comuni I Comuni finanziano gli organi di governo e le attività amministrative attraverso: attribuzione di tributi ed entrate propri; compartecipazione al gettito di tributi erariali; addizionali su tributi erariali; attribuzione, ove occorra, di quote dei rispettivi fondi perequativi.

I tributi delle Province Rimane l’imposta provinciale di trascrizione (IPT); la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche delle province (Tosap); l’addizionale sul consumo di energia elettrica; il tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente.