Federalismo, sì del Cdm a dl su fisco comunale: "La cedolare secca sugli affitti fissata al 20%"

Primo via libera del Cdm al decreto attuativo del federalismo fiscale
riguardante il fisco municipale. Il provvedimento ora passerà
all’esame della Conferenza Stato-Regioni e del Parlamento per
poi tornare al Cdm per l’ok
definitivo. Fitto: "Un tassello importante"

Roma - Primo via libera del Consiglio dei ministri al decreto attuativo del federalismo fiscale riguardante il fisco municipale. Il provvedimento ora passerà all’esame della Conferenza Stato-Regioni e del Parlamento per poi tornare al Consiglio dei ministri per l’ok definitivo. L’aliquota sulla cedolare secca sugli affitti è stata rivita dal 25 al 20%.

Primo passo al federalismo fiscale Primo via libera del Consiglio dei ministri al quarto decreto attuativo sul federalismo fiscale, quello sulle imposte dei Comuni. Per il sì definitivo però bisognerà attendere l’esame della Conferenza Stato-Regioni e del Parlamento. A quel punto il testo potrà tornare in Cdm per il disco verde finale. Con la cedolare secca sugli affitti e l’introduzione di un’imposta municipale unica, il provvedimento introduce una vera e propria rivoluzione nella fiscalità dei Municipi. Secondo quanto annunciato dal ministro, Roberto Calderoli, l’aliquota della cedolare verrà fissata al 20%, più bassa rispetto alle prime indicazioni che la davano al 25 per cento. Tuttavia, a quanto si apprende, i tecnici dell’Economia sono ancora a lavoro per stabilire l’entità esatta.

Il nuovo fisco dei Comuni Il nuovo Fisco dei Comuni scatterà in due fasi: la prima partirà dal primo gennaio dell’anno prossimo con la devoluzione in un fondo sperimentale di riequilibrio di una quota dei tributi applicati alla fiscalità immobiliare, a cui si aggiungerà la cedolare secca sugli affitti. La seconda fase partirà dal 2014 con l’arrivo dell’imposta municipale propria e la municipale secondaria facoltativa, in cui verranno assorbiti una serie di tributi erariali, inclusa l’Ici e altri balzelli della fiscalità locale. Viene esclusa l’applicazione della nuova imposta sulla prima casa. Viene riscritta anche la tassazione che si applicherà dal 2014 sulle compravendite. L’aliquota dell’imposta municipale propria sulla seconda abitazione dovrebbe scendere dall’attuale 10% all’8% (anche queste aliquote sono ancora in via di definizione da parte dei tecnici).

Ancora alcune incertezze Non c’è ancora certezza sull’aliquota relativa alla prima casa. Sempre essere confermata una riduzione rispetto al regime attuale anche per quanto riguarda i trasferimenti che hanno per oggetto la prima casa. L’imposta sulle compravendite in ogni caso non potrà essere inferiore a 1.000 euro. Parallelamente alla cedolare secca arriva anche una stretta sulle sanzioni per chi affitta in nero. Chi viene pizzichato con contratti non in regola sarà soggetto a sanzioni più dure. L’obiettivo è l’emersione degli affitti in nero e di quelli fittizi.

Soddisfatta l'Anci Soddisfazione è stata espressa dall’Anci che ha sottolineato come sia stata "ricostituita una situazione di normalità europea, riportando i Comuni ad un livello accettabile di autonomia finanziaria". Tuttavia, l’Associazione dei Comuni italiani ha rilevato che "il provvedimento ha ancora parti che devono sicuramente essere migliorate e precisate su aspetti di rilievo, come ad esempio per quanto riguarda l`aliquota di equilibrio della nuova imposta a regime". Compiaciuti anche i ministri Calderoli e Fitto. Per il ministro della Semplificazione normativa "è il quarto importante passo" nell’attuazione del federalismo fiscale. Mentre per il titolare degli Affari regionali "viene data attuazione al programma elettorale". L’autonomia impositiva dei Comuni, ha sottolineato, "viene assicurata in forme moderne che semplificheranno il rapporto dei cittadini con il fisco e al contempo daranno stabilità ai bilanci comunali".

Le critiche dell'opposizione Numerose critiche piovono invece dall’opposizione. Per il Pd l’autonomia comunale nasce come "albero storto". Secondo il Partito democratico, inoltre, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, reintroduce l’Ici. "Ha poco da gioire il governo per l'approvazione del decreto sul federalismo, si tratta - ha attaccato il Pd - di un tentativo un pò confuso per limitare i danni prodotti dai tagli di Tremonti. Per rendere qualche risorsa ai comuni tartassasti dal ministro dell'economia si finisce per reintrodurre l’Ici, complimenti".